Se da una parte i cantieri sono necessari, dall’altra, la pazienza è al limite. È questo il sentimento che accomuna studenti, lavoratori, pendolari e anche turisti che in questi giorni stanno animando forum, gruppi social e spazi online dedicati alla mobilità ferroviaria. La sospensione della circolazione tra Napoli, Caserta e Foggia, prevista dal 2 al 15 febbraio per i lavori sull’itinerario AV/AC Napoli-Bari, riapre una ferita mai del tutto rimarginata per chi viaggia regolarmente da e verso la Puglia.
Le preoccupazioni
Nei commenti si moltiplicano le testimonianze di chi teme di non riuscire a rispettare orari di lavoro e lezioni universitarie. «Due settimane di passione», commenta uno studente fuori sede. Una preoccupazione condivisa da molti lavoratori pendolari, costretti a incastrare coincidenze sempre più fragili. «Ci chiedono flessibilità, ma i datori di lavoro non sempre la concedono – si legge in un altro intervento – e alla fine il disagio ricade solo su chi viaggia».
Posti ridotti
A far discutere è soprattutto la riduzione dei posti disponibili sui bus sostitutivi, considerati una soluzione tampone ma insufficiente. Il rimborso integrale del biglietto, previsto in caso di rinuncia al viaggio, viene giudicato una magra consolazione. «Il problema non è il costo del biglietto, ma il fatto di non potersi muovere liberamente», scrive un pendolare barese. Le cose non vanno meglio sul fronte turistico, con il timore di un impatto negativo sull’immagine della regione. «Avevamo programmato un weekend in Puglia arrivando in treno da Roma – racconta una famiglia – ora stiamo valutando di cambiare meta: tra deviazioni e bus, il viaggio diventa troppo complicato».
Costi esosi
Un sentimento che si intreccia con il ricordo di quanto accaduto nei mesi scorsi, quando i lavori avevano fatto lievitare i prezzi dei voli, rendendo l’aereo l’unica alternativa praticabile ma anche la più costosa. Un’emergenza che aveva spinto il sindaco di Bari, Vito Leccese, a sollecitare un intervento del ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, denunciando le difficoltà del territorio durante i grandi cantieri infrastrutturali. Molti utenti riconoscono l’importanza strategica degli interventi, ma chiedono una gestione più attenta delle fasi transitorie. «Siamo tutti favorevoli al miglioramento della rete – si legge in un commento molto condiviso – ma non è possibile che la Puglia continui a essere penalizzata.
Con la speranza che i benefici promessi dall’Alta Velocità arrivino davvero, e non restino solo una promessa ripetuta mentre, nel presente, si aspetta l’ennesimo bus sostitutivo». Tra rassegnazione e rabbia, il filo rosso che attraversa le discussioni online è uno solo: la paura di restare, ancora una volta, ai margini. federica dibenedetto










