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L’intelligenza artificiale per individuare e prevenire i reati, a Bari accordo tra Università e Procura

L'utilizzo di algoritmi di intelligenza artificiale e metodologie predittive potrebbero aiutare a individuare i reati finanziari e contrastare i fenomeni di violenza di genere. È uno dei temi che saranno approfonditi grazie a un protocollo d'intesa sottoscritto tra l'Università degli studi "Aldo Moro" di Bari e la Procura della Repubblica del capoluogo pugliese. L'accordo, siglato…
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L’utilizzo di algoritmi di intelligenza artificiale e metodologie predittive potrebbero aiutare a individuare i reati finanziari e contrastare i fenomeni di violenza di genere. È uno dei temi che saranno approfonditi grazie a un protocollo d’intesa sottoscritto tra l’Università degli studi “Aldo Moro” di Bari e la Procura della Repubblica del capoluogo pugliese.

L’accordo, siglato dal rettore Roberto Belotti e dal procuratore Roberto Rossi, mira a promuovere attività congiunte di formazione, ricerca e divulgazione in ambito giuridico.

Oltre che approfondimenti sull’uso dell’intelligenza artificiale, l’accordo prevede iniziative condivise per l’analisi socio‑economica e la mappatura dei reati finanziari, l’utilizzo di dati satellitari georeferenziati per la mappatura del territorio, attività di prevenzione e contrasto dei crimini informatici, l’aggiornamento e lo sviluppo di tecnologie per l’acquisizione di dati e flussi informatici e telematici.

Nell’ambito del protocollo, Università e Procura potranno inoltre collaborare all’organizzazione di seminari, workshop, attività formative, campagne di comunicazione e prevenzione, nonché allo sviluppo di soluzioni tecnologiche innovative e metodologie operative a supporto delle attività di prevenzione e contrasto dei reati e allo scambio di conoscenze, esperienze e buone pratiche.

«Lavorare insieme tra istituzioni è sempre un fatto estremamente positivo», commenta il procuratore Rossi: «In questo caso – spiega – ragioniamo insieme sulla possibilità dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale in campo giuridico. Abbiamo già dei progetti in mente», conclude.

Per il rettore Belotti, tra Università e Procura nasce «una sinergia che ci onora e siamo lieti di mettere a disposizione del territorio tutte le nostre competenze e conoscenze. Sui temi dell’intelligenza artificiale – afferma – è fondamentale sviluppare applicazioni proprietarie, che consentano di mantenere il controllo su dati, algoritmi e risultati».

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