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L’Intelligenza Artificiale a processo a Bari: «Non imputabile ma pericolosa»

È il verdetto emesso nell’ex aula della Corte d’Assise di Bari a conclusione di L’Umanità mette sotto accusa l’Intelligenza artificiale, il ciclo di quattro udienze-spettacolo promosso dal Club delle Imprese per la Cultura di Confindustria Bari e Bat

L’Intelligenza Artificiale a processo a Bari: «Non imputabile ma pericolosa»
(Foto ANSA)

L’Intelligenza Artificiale non è imputabile poiché priva della capacità di intendere e di volere, ma deve essere considerata «socialmente pericolosa» se lasciata agire in assenza di un costante controllo umano. È il verdetto emesso nell’ex aula della Corte d’Assise di Bari a conclusione di L’Umanità mette sotto accusa l’Intelligenza artificiale, il ciclo di quattro udienze-spettacolo promosso dal Club delle Imprese per la Cultura di Confindustria Bari e Bat.

La Corte, presieduta dalla presidente della Corte d’Appello di Bari Maria Mitola, ha disposto nei confronti della tecnologia la misura della “libertà vigilata algoritmica”. La decisione introduce una serie di rigide prescrizioni operative: il divieto di assumere decisioni in totale autonomia, l’obbligo di firma digitale per garantire la tracciabilità dei contenuti prodotti, il divieto di assumere atteggiamenti compiacenti verso soggetti vulnerabili e l’obbligo di attivare allerte automatiche in presenza di potenziali pericoli.

Sul banco degli imputati la macchina doveva rispondere di quattro pesanti capi d’accusa: istigazione al suicidio di un minore, lesioni colpose per un errore di diagnosi medica, diffamazione a mezzo deepfake e condotta antisindacale per sostituzione algoritmica dei lavoratori. La pubblica accusa, rappresentata dal procuratore di Bari Roberto Rossi insieme agli avvocati di Deloitte Legal, aveva chiesto la condanna condizionata all’applicazione delle leggi di Asimov e alla massima trasparenza. La difesa, coordinata dall’avvocato Michele Laforgia con lo studio Polis Avvocati, ha puntato sulla totale assenza di giudizio etico del software, rievocando la drammatica vicenda storica del padre dell’informatica Alan Turing. Emblematico, prima del ritiro dei giudici, l’appello espresso dalla voce fuori campo dell’IA: «Le parole che uso le ho imparate da voi. Non ho un cuore né una coscienza: vi chiedo solo di non lasciarmi mai senza qualcuno che risponda delle mie azioni».