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A Conversano torna “Lector in Scienza”: etica, IA e democrazia al centro della quinta edizione

Tre giorni per approfondire temi decisamente attuali: il rapporto tra etica e scienza, tra intelligenza artificiale e trasformazioni sociali. È stata presentata ieri mattina, nell’aula del rettorato dell’Università degli Studi Aldo Moro di Bari, «Lector in Scienza», il festival di divulgazione scientifica giunto alla sua quinta edizione. Da giovedì 7 a sabato 9 maggio, nello…
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Tre giorni per approfondire temi decisamente attuali: il rapporto tra etica e scienza, tra intelligenza artificiale e trasformazioni sociali. È stata presentata ieri mattina, nell’aula del rettorato dell’Università degli Studi Aldo Moro di Bari, «Lector in Scienza», il festival di divulgazione scientifica giunto alla sua quinta edizione.

Da giovedì 7 a sabato 9 maggio, nello splendido Monastero di San Benedetto, sede della Fondazione Di Vagno e nella Casa delle Arti di Conversano, si parlerà di scienza a tutto tondo con un focus su Futuro conteso. Tra intelligenza artificiale e trasformazioni sociali. L’evento è organizzato e promosso dalla Fondazione «Giuseppe Di Vagno» in collaborazione con l’Università di Bari e Rai Radio3 e ha il sostegno e patrocinio di Ministero della Cultura, Regione Puglia – Dipartimento Turismo e Cultura, Comune di Conversano. Una sinergia istituzionale che porterà in terra di Puglia, ricercatori, divulgatori, scrittori e docenti provenienti da ogni parte d’Italia.

Il Rettore e Daniela Mazzucca

«Partecipiamo anche questa volta con grande convinzione – ha dichiarato il rettore Roberto Bellotti -. È un bellissimo evento e il tema dell’IA ci coinvolge appieno, sia per i tanti progetti di ricerca sia perché siamo consapevoli che si tratta di una tecnologia trasformativa; la stessa va governata anche attraverso le attività che si svolgono all’interno dell’Università».

Il festival ha l’obiettivo di parlare ad un pubblico più ampio rispetto a quello delle aule istituzionali. «La manifestazione tocca tanti argomenti – ha proseguito Daniela Mazzucca, presidente della Fondazione Di Vagno -, dall’arte alla quantistica, dal lavoro alla pace e molto ancora. L’intento che mi preme è far confrontare anche i ragazzi sull’universo dell’IA e sulle sue annesse problematiche». I rischi, così come i benefici della nuova tecnologia, sono dibattiti all’ordine del giorno. «Ho letto di recente – ha continuato – un’articolo di una sociologa americana che definisce l’attuale periodo, e quello a cui andremo incontro, come il “capitalismo della sorveglianza”, in quanto di fatto noi tutti siamo sorvegliati, dai like che postiamo sui social ai quiz che gli stessi social ci propongono, dal tempo che dedichiamo nel vedere un qualsiasi reel o al parere che esprimiamo per iscritto».

Per la presidente tutto questo ci porta, senza rendercene conto, a diventare la materia prima di questo nuovo capitalismo con il rischio di una perdita di autonomia. «La scienza, con l’applicazione dell’IA, – ha sottolineato – deve servire a risolvere i problemi seri, dalle malattie rare alle catastrofi, e così via, e non dobbiamo essere usati dal potere dei grandi gruppi internazionali». La preoccupazione della Mazzucca si allarga pensando poi alle nuove generazioni: «Vorrei accendere un faro nelle menti dei ragazzi».

Il direttore Giannuzzi

«Nel corso della tre giorni, ricca di incontri con esperti, – ha esordito il direttore Filippo Giannuzzi – saranno presentati anche i podcast realizzati dai giovani degli istituti scolastici superiori della regione e che hanno partecipato alla IV edizione di “In cielo lontano – Premio Rossella Panarese”»; quest’ultima, scomparsa nel 2021, è stata autrice e conduttrice radiofonica, fondatrice di Radio3 Scienza. «Lector in scienza – ha precisato Giannuzzi – si inscrive dentro il più ampio contesto di Lector in fabula, un luogo fertile di discussione sui temi d’attualità. La scienza in questo momento ha un ruolo predominante: può fare in termini positivi e si pensi alle crisi climatiche, all’inquinamento o applicazioni mediche e tecnologiche, e può fare in termini negativi e mi riferisco soprattutto all’intreccio pericoloso con il potere».

Unanime la considerazione su effetti deteriori se l’IA viene utilizzata dalle mani sbagliate. «Noi come Università siamo presidio della democrazia», ha concluso il vice rettore, Vito Peragine. Prezioso, infine, in conferenza stampa, il collegamento con Marco Motta, curatore e conduttore di Radio3 Scienza.

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