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Patrimonio edilizio, l’Ance promuove la delibera: «Chance per rigenerare Bari»

Il via libera della Giunta comunale di Bari alla proposta di delibera per l’applicazione della legge regionale 36/2023, sulla riqualificazione del patrimonio edilizio vetusto, incassa il plauso dell’Ance Puglia e si conferma come un tassello strategico del futuro Piano urbanistico generale (Pug) per mandare in pensione il «Quaroni»: la proposta di deliberà approderà in Consiglio…
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Il via libera della Giunta comunale di Bari alla proposta di delibera per l’applicazione della legge regionale 36/2023, sulla riqualificazione del patrimonio edilizio vetusto, incassa il plauso dell’Ance Puglia e si conferma come un tassello strategico del futuro Piano urbanistico generale (Pug) per mandare in pensione il «Quaroni»: la proposta di deliberà approderà in Consiglio comunale entro la prima settimana di marzo, mentre l’atto di indirizzo dovrebbe essere approvato entro la fine dello stesso mese, aprendo la strada alla fase operativa. Un passaggio che, secondo istituzioni e costruttori, può segnare una svolta nella rigenerazione della città e nella risposta alla crescente emergenza abitativa è sicuramente la concessione di parte delle unità immobiliari agli affitti a lungo termine. «Come Ance Puglia sosteniamo fortemente l’applicazione della legge regionale 36/2023 e auspichiamo che tutti i Comuni pugliesi la adottino», afferma il presidente Gerardo Biancofiore, ricordando come oggi siano appena una ventina le città pugliesi che hanno già recepito la norma.

Evitare il consumo di suolo

L’obiettivo è chiaro: incentivare la ristrutturazione, il recupero, il riuso e soprattutto la sostituzione edilizia di fabbricati fatiscenti, abbandonati o in disuso. «Si tratta di intervenire su edifici che rappresentano un degrado per le nostre città, demolendoli o ricostruendoli con tecnologie moderne», sottolinea Biancofiore, evidenziando il valore della legge come strumento per rinnovare il patrimonio urbano e migliorarne qualità e sicurezza. Il tema della casa e delle politiche per i giovani è al centro della visione dell’Ance. Da qui la proposta di una ricognizione dei beni pubblici inutilizzati e la possibilità di avviare interventi di demolizione e ricostruzione accompagnati da formule di affitto a lungo termine e prezzi calmierati. «Servono strumenti e incentivi che consentano di realizzare abitazioni accessibili, con una prospettiva non solo di mercato ma anche sociale», spiega il presidente dell’Ance Puglia, richiamando il ruolo dei bonus e della monetizzazione degli standard urbanistici come leve per rendere sostenibili questi interventi.

I passi verso il nuovo Pug

Sul fronte istituzionale, la vicesindaco di Bari, Giovanna Iacovone, chiarisce che la proposta di delibera approvata in Giunta rappresenta un passaggio integrato nel percorso del nuovo Pug. «Le volumetrie realizzate saranno considerate nel computo complessivo della città e sottoposte a monitoraggio e sottratte dalle al tetto massimo previsto», spiega, ricordando che il limite è stimato in circa 5,5 milioni di metri cubi. Un meccanismo che, secondo la vicesindaco, potrebbe persino contribuire a una riduzione delle volumetrie complessive, anche alla luce delle esperienze già avviate, come il progetto di Costa Sud.

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