«Ero già preoccupato, ma oggi lo sono ancora di più, perché il legame tra la città e l’attuale management della Ssc Bari si è definitivamente rotto». È ancora una volta il sindaco del capoluogo pugliese, Vito Leccese, ad intervenire a gamba tesa sulla crisi infinita della squadra biancorossa nel campionato di Serie B e, soprattutto, sulle possibili ricadute di un’eventuale clamorosa retrocessione in C del Bari, quartultimo in classifica e atteso da un calendario terribile nelle ultime 6 partite del torneo.
Le dichiarazioni
Nel corso di un’intervista al programma radiofonico Passione Bari Radio Selene, il Primo cittadino ha fatto il punto sul delicatissimo momento del Bari, non lesinando stoccate alla famiglia De Laurentiis. «Il rapporto con la città si era già rotto da un po’ di tempo, perché alcune modalità d’interlocuzione della proprietà con la tifoseria non sono state adeguate alla passione che la città nutre per la squadra beniamina. La mia preoccupazione dunque non nasce solo dal cambio della guida societaria, ma da tutto il lavoro che bisognerà fare dopo per recuperare il rapporto tra città e tifoseria».
«Spero che già dalla prossima partita si possa restituire un po’ di serenità ai tifosi, per la permanenza del Bari in Serie B».
Il futuro
La cessione del Bari, obbligatoria entro giugno 2028, secondo le norme federali che vietano la multiproprietà nel calcio professionistico (pena la perdita del titolo sportivo), non è secondo il sindaco Leccese «un’operazione semplicissima». «I De Laurentiis – ha chiarito lo stesso Capo di Palazzo di Città – stanno avendo numerose sollecitazioni per lasciare il passo ad altri, che magari, con maggiore entusiasmo e capacità di investimenti, possano restituire a Bari quello che la città e la tifoseria meritano. Ma oggi – ha evidenziato ancora Leccese – la due diligence dell’attuale società di calcio può fare affidamento solo sulla grande passione della tifoseria, che è tra le prime dieci in Italia».
Tutto fermo
Non si registrano novità rispetto ai dialoghi avviati, ormai da un anno, dal presidente del Bari con potenziali investitori stranieri. Come noto, alla porta della Fillmauro avrebbero bussato due gruppi americani e uno canadese. Vito Leccese, lo scorso 8 dicembre, a margine della manifestazione organizzata dalla Curva Nord in piazza Prefettura, era stato sollecitato dai tifosi affinché chiedesse chiarimenti a Luigi De Laurentiis proprio sullo stato delle trattative. «Dopo aver ricevuto la delegazione di tifosi ho incontrato un paio di volte il presidente e in entrambe le occasioni mi ha confermato l’esistenza di interlocuzioni per la cessione della società. Ma sono passati diversi mesi. Spero che questi contatti, che De Laurentiis dice di avere con fondi interessati al Bari, possano accelerare la cessione del club».
Il «San Nicola»
Altro tema caldo è la gestione del «San Nicola». La scorsa settimana il consiglio comunale ha approvato la delibera contenente termini e condizioni del nuovo bando di gara sulla concessione quinquennale dell’impianto, che prevede l’introduzione di un canone di gestione annuo variabile. «Noi quello che dovevamo fare l’abbiamo fatto, rispetto all’iter per individuare il prossimo concessionario. Ma voglio tranquillizzare tutti: abbiamo avuto un approccio da amministratori. Né potevamo inserire delle clausole punitive o a beneficio di qualcuno. Avremmo tradito il nostro mandato al servizio dei cittadini».
Verso Euro 2032
Sta ormai per sfumare il sogno di candidare il «San Nicola» per gli Europei che si disputeranno tra sei anni in Italia e Turchia. «La strada è molto in salita perché abbiamo un impianto bellissimo, sottoposto ad un vincolo architettonico, ma poco funzionale. Lo era già 30 anni fa e lo è anche oggi». A frenare la candidatura di Bari è la stima relativa all’ingente investimento che sarebbe necessario per adeguare il «San Nicola» ai 138 requisiti richiesti da Uefa.
«Parliamo di 270 milioni di euro. Si tratta di una somma che non è alla nostra portata», ha ammesso Leccese. «Nei giorni scorsi c’è stato un incontro con i tecnici della Figc e con i rappresentanti dello studio Renzo Piano. Sto aspettando un feedback, anche alla luce dell’incontro avvenuto con il Ministro dello Sport Abodi e Michele Uva, dirigente Uefa, responsabile per gli impianti italiani per Euro 2032. Spero ci possa essere uno spiraglio. Essere candidati per ospitare uno dei gironi è un’ambizione e rappresenterebbe una grande opportunità».










