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«La situazione del settore è drammatica». Il grido di dolore dei venditori ambulanti

«A due anni dall’inizio della pandemia la situazione del comparto è drammatica, i pochissimi e soprattutto limitati ristori, non hanno compensato minimamente le perdite di incassi di questo lungo periodo di inattività». Donato Gala (nella foto piccola a destra), presidente di “CasAmbulanti Puglia”, una delle sigle sindacali di riferimento del settore, non usa mezzi termini…
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«A due anni dall’inizio della pandemia la situazione del comparto è drammatica, i pochissimi e soprattutto limitati ristori, non hanno compensato minimamente le perdite di incassi di questo lungo periodo di inattività».

Donato Gala (nella foto piccola a destra), presidente di “CasAmbulanti Puglia”, una delle sigle sindacali di riferimento del settore, non usa mezzi termini quando deve raccontare cosa è stata per gli ambulanti la pandemia da Covid-19 e, adesso, anche l’incredibile rialzo del prezzo delle materie prime.
«Molti colleghi – dice – non hanno potuto neanche usufruirne (i ristori, ndr) a causa dello sbarramento al 30 per cento delle perdite d’esercizio dimostrabili, indispensabile per partecipare ai bandi per i ristori. Ciononostante, la nostra caparbietà e abitudine al dinamismo ci ha portato, nel periodo di chiusura, a riorganizzare le vendite con stratagemmi diversi quali la consegna a domicilio e contatti con i clienti attraverso i vari canali social online. Tutto questo, però, non è bastato a smaltire gli ordini programmati in tempi non sospetti e, purtroppo, la rimanenza di merce invenduta ci ha esposti a una situazione debitoria verso i nostri fornitori che non ci permette di fare ulteriori acquisti».
Oltre al danno adesso si aggiunge anche la beffa per una corsa forsennata all’aumento dei prezzi, che sta avendo ripercussioni sull’economia reale e non solo. «C’è una ritenzione ai consumi – spiega ancora Gala – legata agli aumenti dei prodotti di largo consumo e delle utenze domestiche che ha portato alla desertificazione dei mercati e, le nuove e pericolose manifestazioni meteorologiche, ci stanno dando ulteriori problemi per le ventilazioni fortissime che non ci permettono di aprire i banchi. Un quadro sicuramente non incoraggiante in prospettiva futura, ma comune a tante altre attività commerciali che vivono le stesse ansie e preoccupazioni». Per questo, allora, la sola cosa da fare è un grande sforzo comune e una visione univoca del commercio. «Gli ambulanti – è l’appello – si sono già rimboccati le maniche per una ripresa che sarà lenta, difficile, faticosa ma che, con la sinergia comune, potrà portare frutti. Attendiamo provvedimenti ad acta per il comparto da parte del Governo. I nemici non sono più quelle attività che hanno il posto fisso, sono le multinazionali che gestiscono i maggiori siti di vendite online».
Dalla Confcommercio fanno eco. Il quadro – sottolinea Cristina Lovascio, presidente della sezione cittadina – è desolante per un settore vitale dell’economia come quello del commercio. Una situazione di per sè difficile diventa drammatica con l’aumento del prezzo delle materie prime e il caro bollette».

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