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Bari, la cardiochirurgia pediatrica del “Giovanni XXIII” riapre dopo tre anni di stop

Secondo indiscrezioni di corridoio sarebbe fissato per il prossimo 31 marzo 2026 la riapertura della cardiochirurgia pediatrica all’Ospedale «Giovanni XXIII», sospesa dall’istituto dal novembre 2022 adottata «in seguito di criticità conseguenti a circostanze contingenti». L’intervento, da lungo tempo programmato su un paziente in fascia pediatrica, riguarda la correzione di un «cor triatriatum», una malformazione rara…
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Secondo indiscrezioni di corridoio sarebbe fissato per il prossimo 31 marzo 2026 la riapertura della cardiochirurgia pediatrica all’Ospedale «Giovanni XXIII», sospesa dall’istituto dal novembre 2022 adottata «in seguito di criticità conseguenti a circostanze contingenti». L’intervento, da lungo tempo programmato su un paziente in fascia pediatrica, riguarda la correzione di un «cor triatriatum», una malformazione rara congenita che vede l’atrio sinistro diviso da una membrana in due sezioni, dando l’impressione di un cuore con tre atri anziché due. La notizia è accolta con sollievo, ma tra medici, famiglie e operatori del settore permane una forte preoccupazione.

Ci si chiede quali misure siano state adottate dall’amministrazione ospedaliera per garantire la sicurezza delle cure durante questo lungo periodo di sospensione, soprattutto, considerando che la sala operatoria pediatrica è rimasta inattiva per oltre tre anni. Al momento non è ancora chiaro chi effettuerà l’intervento: se il primario Gabriele Scalzo, titolare del reparto, oppure il suo collega distaccato al Policlinico Massimo Padalino. La situazione del primario Scalzo appare complessa: rimasto senza incarico operativo dal 28 febbraio 2021, il suo contratto quinquennale è stato rinnovato, retroattivamente, a reparto chiuso solo il 22 novembre 2024 e risulta scaduto lo scorso fine febbraio, senza notizie di un nuovo rinnovo. In più, anestesisti e cardiologi dell’ospedale hanno formalmente dichiarato di non voler collaborare con lui.

All’indomani della sospensione, molte risorse vennero trasferiti al Policlinico, lasciando il reparto pediatrico in totale inattività. La combinazione di queste criticità solleva interrogativi su come verrà garantita la piena funzionalità della sala operatoria e la sicurezza del piccolo paziente durante e dopo l’intervento del 31 marzo. Il ritorno della cardiochirurgia pediatrica rappresenta un passo fondamentale per l’ospedale e per le famiglie dei bambini in attesa di cure specialistiche, ma senza chiarezza su personale, gestione e continuità, il sollievo è accompagnato da dubbi e apprensione.

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