Tre automobili, tre modelli diversi e una domanda che si inserisce nel delicato scenario dei conti della sanità pugliese: quali erano la destinazione e le modalità di utilizzo dei veicoli assegnati ai vertici dell’Istituto Tumori di Bari. A richiamare l’attenzione è la dotazione automobilistica attribuita all’ex commissario straordinario dell’IRCCS Istituto Tumori «Giovanni Paolo II», l’avvocato Alessandro Delle Donne.
Nei verbali relativi al passaggio di consegne con il nuovo direttore generale sono riportate tre vetture: una Bmw 520D, una Jeep Renegade e una Fiat Ulisse. Un elemento documentale che, in un periodo segnato da pesanti difficoltà economiche per il sistema sanitario regionale, solleva interrogativi sull’organizzazione dei mezzi di servizio e sulla gestione delle risorse a disposizione delle strutture pubbliche.
La presenza delle tre automobili nella documentazione di consegna, tuttavia, non costituisce di per sé prova di sprechi, irregolarità o responsabilità. Per comprendere la portata della vicenda occorrerebbe accertare a chi fossero formalmente assegnati i veicoli, quale fosse il loro impiego istituzionale, a quale titolo fossero disponibili e quali costi gravassero sul bilancio dell’ente. Aspetti che richiedono riscontri documentali e un esame puntuale degli atti amministrativi.
Il tema si colloca in una fase in cui la sostenibilità finanziaria della sanità pubblica rappresenta una questione centrale per cittadini, operatori e amministratori. In questo contesto, la trasparenza sulle dotazioni dei dirigenti e sulle spese sostenute dalle aziende sanitarie diventa un passaggio essenziale per garantire la corretta informazione e consentire una valutazione fondata dei fatti.
I verbali di consegna possono rappresentare un punto di partenza per ricostruire la vicenda, ma non bastano, da soli, a formulare conclusioni. Per stabilire se la dotazione fosse coerente con le esigenze dell’istituto e con i criteri di economicità della gestione pubblica, servono ulteriori elementi verificabili.
