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Il filo rosso delle idee: il viaggio politico e umano nella storia di Gianvito Mastroleo

Una figura rilevante, per lo spessore culturale e insieme istituzionale e politico: Gianvito Mastroleo, classe ’35, presidente onorario della Fondazione Di Vagno, avvocato e politico italiano; dirigente del Partito Socialista dal 1962 al 1984 e consigliere comunale a Conversano e a Polignano a Mare. Non solo, dal 1975 al 1984 è stato consigliere della Provincia…
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Una figura rilevante, per lo spessore culturale e insieme istituzionale e politico: Gianvito Mastroleo, classe ’35, presidente onorario della Fondazione Di Vagno, avvocato e politico italiano; dirigente del Partito Socialista dal 1962 al 1984 e consigliere comunale a Conversano e a Polignano a Mare. Non solo, dal 1975 al 1984 è stato consigliere della Provincia di Bari, che ha anche presieduto fino al 1982.

L’incontro a lui dedicato, in occasione delle sue 90 candeline, si è tenuto ieri pomeriggio, nella Sala conferenze della Pinacoteca Corrado Giaquinto ed è stato il momento per rimarcare l’importanza del suo prezioso lavoro.

Il libro

È stato presentato il volume E nostro è l’avvenir! Per i novant’anni di Gianvito Mastroleo, curato dal giornalista Luigi Quaranta e pubblicato dalla Fondazione Di Vagno con il sostegno di Andrea Camaiora, Ceo di «The Skill».

Presenti, insieme al politico e alla moderatrice Maddalena Tulanti, Daniela Mazzucca, presidente della Fondazione Di Vagno, Micaela Paparella, consigliera metropolitana delegata alla tutela e valorizzazione del Museo, Franco Borgia, già deputato e iscritto al Partito socialista italiano dal 1963, Dario Ginefra, già deputato e componente della direzione nazionale Partito democratico; e poi Pia Locatelli, già deputata e presidente onoraria dell’Internazionale Socialista, e Leonardo Spagnoletti presidente del Tar Puglia e consigliere di Stato.

Un libro che racconta, con precisione e coerenza intellettuale, un’instancabile e profonda passione politica e civile; un insegnamento per le nuove generazioni. «Quello di Gianvito – dichiara Quaranta, che è anche componente del Consiglio di amministrazione della Fondazione Di Vagno – è stato un impegno lungo, un cammino nella politica e nelle Istituzioni e il tutto sul filo di un storia di coerente militanza nel Partito Socialista Italiano».

Pensiero di sinistra

Nel lavoro di scrittura di Quaranta si comprende bene il pensiero profondo di Mastroleo. «Una militanza mai settoriale – continua -. È sì un militante per convinzione e ideale ma è soprattutto un uomo della sinistra in senso lato».

Tra i diversi meriti che gli si riconoscono, oltre a quello di aver partecipato a riforme italiane, c’è di sicuro l’aver reso la Fondazione, che porta il nome di Giuseppe Di Vagno, primo deputato socialista al Parlamento nazionale e vittima nel 1921 della violenza fascista, un’importante Istituzione culturale. «Mi ha colpito – conferma – come nei primi anni 2000 ci sia stata una crescita evidente e la Fondazione, a Conversano, grazie appunto all’impegno di personalità di valore, sia diventata un’Istituzione culturale della nostra regione, un esempio per il Mezzogiorno. La Biblioteca, per esempio, è diventata nel corso del tempo un vero e proprio luogo di incontro e socialità, aperto e frequentato anche da tanti studenti».

La Fondazione si occupa di ricerca storica, archivi e organizza eventi culturali. «Ci tengo a ricordare che Mastroleo, oltre poi ad aver riportato all’attenzione delle istituzioni le figure di deputati assassinati, come quella di Giacomo Matteotti, ucciso a Roma nel 1924, ha fatto nascere e crescere una realtà preziosa, che consta anche di un archivio sempre accessibile, in nome di una memoria critica del passato». Nelle pagine del libro scorre quindi l’identità di un partito.

L’eredità in Pinacoteca

«La Pinacoteca – sottolinea Paparella – conserva ancora oggi l’eredità viva di anni in cui, durante la presidenza di Gianvito Mastroleo e grazie alla direzione appassionata e rigorosa della direttrice Pina Belli d’Elia, visse una stagione culturale irripetibile di investimenti, grandi visioni e scelte coraggiose. Penso al maggio 1979, alla personale di Jannis Kounellis, vincitore della V edizione del premio nazionale Pino Pascali che per tre edizioni ebbe luogo a Bari, in Pinacoteca».

Per la consigliera quindi la realizzazione del libro, affidata alla competenza di Luigi Quaranta, rappresenta non solo un omaggio personale a Mastroleo ma anche una testimonianza di una identità culturale, di un percorso brillante. «Quel clima così entusiasmante – ribadisce la delegata del Museo – pieno di fermento e di apertura a movimenti di aggregazione giovanile, è stato rievocato mesi fa anche da Enzo Velati, in occasione della presentazione della ristampa del catalogo per il quarantennale della mostra Viaggio in Italia». Nel volume, quattro testimonianze: Antonio Bonatesta, Marina Calamo Specchia, Giuseppe Laterza e Mario Ricciardi e una selezione di riflessioni sulla sinistra, da Di Vagno ad Alessandro Leogrande.

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