Trentanovemila dollari al mese per accedere a una terapia salvavita negli Stati Uniti, negata in Europa per cavilli burocratici e vincoli di sperimentazione.
È il prezzo della speranza per Angelica Pasculli, una giovane mamma di Bitonto, alla quale è stato diagnosticato un tumore alla testa del pancreas mentre era incinta del piccolo Andrea.
Operata con successo durante la gravidanza, oggi Angelica affronta una fase in cui la malattia ha ripreso ad avanzare.
Negli Stati Uniti un nuovo farmaco ha dimostrato di poter raddoppiare l’aspettativa di vita, ma la normativa europea non ne ha ancora autorizzato la commercializzazione.
Angelica è rimasta esclusa dai trial clinici per aver già sostenuto due cicli di chemioterapia. L’unica alternativa resta l’acquisto privato del medicinale a costi insostenibili per chiunque.
La sua storia è stata raccontata nella puntata de “Le Iene” di ieri sera, in un servizio dell’inviato Gaetano Pecoraro, che ha messo in luce una spaccatura dolorosa nel sistema d’accesso alle cure oncologiche innovative, dove i vincoli normativi della burocrazia continentale rischiano di trasformare la sopravvivenza in un privilegio economico riservato a pochissimi.
Angelica chiede solo il tempo necessario per veder crescere il figlio, ma il confine tra la burocrazia medica e il diritto alla vita continua a essere tracciato dai soldi.
Ieri, prima che il servizio andasse in onda, la stessa Angelica Pasculli, sui social network, aveva spiegato che «per me non è semplice vedere raccontata la mia vita, la mia battaglia e tutto ciò che c’è dietro, ma ho scelto di raccontarmi perché vorrei che la mia storia potesse arrivare a tante persone e, soprattutto, portare un messaggio di speranza e una richiesta di appello».
Le Iene hanno attivato un indirizzo mail ([email protected]) per poter aiutare Angelica. Su GoFundMe, intanto, è stata avviata una raccolta fondi con l’obiettivo di raggiungere i 125mila euro.
