«Bari mi ha conquistato dal primo momento». Con queste parole il prefetto Francesco Russo ha salutato il capoluogo pugliese in vista del pensionamento, affidando il bilancio di un mandato segnato da emergenze, sfide e risultati raggiunti grazie alla collaborazione tra istituzioni.
Pur definendo Bari una città «bellissima, da vivere e in continua crescita», Russo ha ricordato come restino aperte questioni delicate che richiedono attenzione costante. Tra queste la sicurezza, ambito nel quale ha elogiato il lavoro svolto da magistratura e forze dell’ordine, sottolineando la professionalità dei vertici delle forze di polizia presenti sul territorio e la capacità di assicurare risposte tempestive ai cittadini.
Il prefetto ha poi rivendicato il valore concreto dei protocolli promossi dalla Prefettura, in particolare quello contro la violenza di genere, evidenziando come gli accordi sottoscritti abbiano prodotto azioni reali e non siano rimasti semplici dichiarazioni d’intenti. Forte anche il richiamo al mondo giovanile.
Russo ha indicato nella diffusione della droga uno dei pericoli più gravi, invitando famiglie, scuola, parrocchie e istituzioni a costruire una rete educativa capace di accompagnare i ragazzi, che «non possono essere affidati soltanto ai social o all’intelligenza artificiale».
Infine il riferimento alle aziende partecipate del Comune, finite sotto i riflettori dopo l’inchiesta «Codice Interno». Il monitoraggio, ha spiegato, proseguirà affinché le regole introdotte impediscano il ripetersi delle criticità emerse negli anni passati.
