Non lascia e raddoppia. In attesa che si definiscano le delicatissime questione relative a stadio e categoria (oggi è il giorno decisivo per la Juve Stabia), Aurelio De Laurentiis è già al lavoro per mettere a punto il piano per la ripartenza del Bari.
Il patron del Napoli, nonostante le forti pressioni e sollecitazioni provenienti dal mondo istituzionale e politico locale, nonché le contestazioni sempre più aspre da parte della tifoseria biancorossa, non ha alcuna intenzione di privarsi del club biancorosso, bensì intende porre le condizioni per tentare un’immediata scalata. Uno scenario d’altronde corroborato anche dalle dichiarazioni rese da Mattia Grassani, legale di Aurelio, che pochi giorni fa proprio dal ‘palco’ dell’Università di Bari aveva «immaginato la riforma della multiproprietà presente nell’agenda del nuovo presidente della Federcalcio».
La proroga alla dead-line del 2028 e il superamento del divieto di multiproprietà fino al quarto grado di parentela sono i due target che i De Laurentiis hanno fissato da tempo e oggi più che mai vivi, considerando le elezioni del nuovo capo del calcio italiano, in calendario il 22 giugno. Altro indizio è poi l’interesse di Lotito per la Reggina, circostanza che lascia pensare ad una futura apertura della FIGC in tema di multiproprietà. Se due più due fanno quattro, l’obiettivo appare dunque cristallino: resistere, andare avanti e, casomai, vendere al migliore offerente solo nel momento in cui i tempi fossero maturi.
La quotazione
Secondo indiscrezioni la valutazione del Bari in Serie C sarebbe di 35 milioni, compresi i 12 milioni di euro di finanziamento soci anticipati dalla Filmauro; cifra che avrebbe indotto gli emissari di potenziali acquirenti a non sedersi nemmeno al tavolo delle trattative. La quotazione del club biancorosso salirebbe invece a 60-70 milioni in Serie B.
La possibile strategia
Parlare di calcio in un ambiente così ostile e incandescente come quello di Bari appare oggi un’impresa quasi utopistica. Lo è ancora di più presentare alla città un ‘progetto’ che possa restituire credibilità alla Filmauro dopo un triennio totalmente fallimentare sul piano sia dirigenziale, sia sportivo. Per questo, come anticipato da tempo, l’idea coltivata è quella di affidarsi ad un manager di lungo corso competente, autorevole e vincente, che dia anche respiro a Luigi De Laurentiis, molto provato dal clima barese di tensione. Due gli identikit sondati sotto traccia. Il primo è quello di Guido Angelozzi. Pur essendo un profilo che potenzialmente verrebbe accolto dalla piazza senza troppi mal di pancia, non sembra però coincidere con una pista molto praticabile, anche in virtù del pressing sempre più marcato da parte dello Spezia. Peraltro l’ex ds di Frosinone e Cagliari, forte di aver lasciato dolci ricordi in Puglia, avrebbe chiesto carta bianca per poter lavorare alla sua maniera e senza troppi «vincoli». Condizioni che verosimilmente la Filmauro oggi non è in grado di garantire, vista la complicatissima e annosa situazione del Bari.
La garanzia
Si arriva così ad una soluzione che sulla carta rappresenterebbe per Aurelio De Laurentiis la migliore possibile. L’uomo «giusto» di fiducia da spedire nel «teatro di guerra» per risolvere la crisi e i danni fatti negli ultimi anni. L’uomo che nella sua seconda esperienza da dirigente a Napoli, a partire dal 2004, ha traghettato il club azzurro dalla Serie C alla Serie A in tre anni, aprendo l’era De Laurentiis nella città all’ombra del Vesuvio: si tratta di Pierpaolo Marino, già direttore generale e sportivo della società partenopea, nonché direttore tecnico dell’Atalanta e dell’Udinese, fino al 2023. L’esperto dirigente sportivo avellinese è stato già contattato da Aurelio De Laurentiis, ma al momento la chiamata è ancora oggetto di una serie di valutazioni. Tra queste potrebbe esserci non soltanto la variabile Juve Stabia, ma anche la compatibilità con un ambiente che vedrebbe nell’avvento di Marino un vero e proprio commissariamento del Bari. Una volta risolto il capitolo Dg si aprirebbe quello del futuro direttore sportivo. Tra i papabili figurano Mauro Meluso, già dirigente del Napoli nel 2023, e Davide Vaira.
