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Festa per il Governo più longevo a Bari, la lettera di benvenuto del sindaco Leccese a Giorgia Meloni

«Considero la tua presenza un fatto positivo, la conferma della centralità e del ruolo della nostra comunità», scrive il primo cittadino alla premier

Festa per il Governo più longevo a Bari, la lettera di benvenuto del sindaco Leccese a Giorgia Meloni

All’arrivo a Bari, la premier troverà anche la lettera del sindaco Vito Leccese. Una missiva cordiale e di benvenuto, ma decisa nei toni.

Riportiamo integralmente la lettera del primo cittadino del capoluogo pugliese.

Cara Giorgia, benvenuta a Bari.

Vieni nella nostra città per celebrare un passaggio politico che, al di là del giudizio che ci separa, merita il rispetto che si deve a chi guida il Governo della Repubblica. Da sindaco, considero la tua presenza un fatto positivo, la conferma della centralità e del ruolo della nostra comunità.

Bari, del resto, è una città di mare e di confine, proiettata nel futuro: è un capoluogo che proprio in questo periodo sta lavorando con ambizione alle candidature a Capitale italiana del Mare e a Capitale Europea del Commercio. Scelte di visione che avrebbero reso orgoglioso Pinuccio Tatarella, indimenticato padre della destra di governo e visionario della nostra terra, che vedeva proprio in Bari una grande capitale levantina affacciata sul Mediterraneo. La nostra città infatti ha costruito la propria forza non sulla chiusura o sulla paura, ma sulla capacità storica di governare le complessità e far convivere sensibilità, culture e visioni del mondo anche profondamente distanti.

Le nostre storie personali e ideologiche sono diverse, molto diverse. Tuttavia c’è un tratto che ci accomuna, e che appartiene a una nobile stagione della politica che si fondava su un elemento imprescindibile: la militanza. Entrambi siamo cresciuti nelle sezioni, nelle piazze, a contatto diretto con la gente; entrambi abbiamo “attaccato i manifesti”, come si dice dalle mie parti, e cercato il consenso quando le nostre idee erano nettamente minoritarie e le stanze del potere apparivano lontanissime. C’era allora la consapevolezza che la politica fosse passione organizzata, e non propaganda o effimera comunicazione digitale. Questa comune radice, pur all’interno di un’alternativa politica e culturale radicale, merita profondo rispetto.

Oggi Bari mostrerà la sua naturale vivacità. Ci sarà chi verrà per ascoltarti con convinzione, ci sarà chi eserciterà il diritto civile di contestare le tue scelte, ci saranno migliaia di persone arrivate semplicemente per un grande concerto, tanti atleti che rientrano nei propri Paesi dopo la straordinaria esperienza dei Giochi del Mediterraneo e chi si ritroverà in città per il Falastin festival con spazi dedicati al dialogo e alla cultura palestinese.

Un’amministrazione debole o timorosa considererebbe questo incrocio di manifestazioni come un problema da gestire con preoccupazione, io lo considero l’essenza stessa della democrazia. La vera accoglienza non è una generica cortesia riservata agli amici, perché ospitare chi condivide le nostre idee è un esercizio banale. La maturità di una grande comunità si misura invece nella capacità di garantire agibilità e rispetto a chi sostiene posizioni che non condividiamo, senza chiedere alla città di nascondere le proprie convinzioni o di rinunciare al confronto.

Con la Prefettura e le forze dell’ordine abbiamo lavorato per garantire che tutto si svolga con equilibrio e rigore, ma la tenuta democratica non si delega solo all’ordine pubblico: appartiene al senso civico di una comunità. C’è un limite sottile, ma fondamentale, che distingue la passione democratica dalla sterile intemperanza, ed è il fatto che il dissenso vive di idee e di rispetto, mai di provocazioni. La maturità della nostra comunità sta proprio nella capacità di affermare le proprie ragioni con la forza della civiltà, senza mai scivolare in atteggiamenti che non appartengono alla storia di questa città.

Tu sarai a Bari nel tuo ruolo di Presidente del Consiglio e di leader politico, su quelle stesse banchine che nell’agosto del 1991 videro la città stringersi attorno all’umanità approdata con la nave Vlora, interpretando quel bisogno di futuro che arrivava da un mare che per noi non ha mai diviso, ma sempre unito. Questa è la Bari che ti accoglierà, senza camuffarsi o mettere tra parentesi la propria storia e il proprio orientamento. L’orgoglio di Bari sta proprio nel dimostrare che il pluralismo non è un rischio, ma una prova di forza istituzionale, e al contempo il compito della politica non è omologare i pensieri, ma garantire a ogni cittadino la piena dignità della propria voce.

Ti ringrazio ancora per aver scelto Bari e ti rinnovo il benvenuto nella nostra città, in attesa di ritrovarci presto all’inaugurazione della Fiera del Levante.