«Ci aspettiamo che Giorgia Meloni prenda immediatamente le distanze» dalle parole del ministro Nordio, che «assimila i magistrati ai mafiosi», e «ci aspettiamo le scuse da parte del ministro». Lo ha detto la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, a margine di una manifestazione organizzata a Bari per sostenere il “No” al referendum sulla riforma della Giustizia.
Schlein evidenzia che «c’è una campagna elettorale, ma non si possono fare affermazioni che paragonino i magistrati ai mafiosi, è una cosa che insulta anche la storia di tanta magistratura che si è battuta per anni contro le mafie, che ha pagato con il prezzo della vita. Parliamo di persone come Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Rosario Livatino, Rocco Chinnici. È inaccettabile che un ministro parli in questo modo dei magistrati», tuona la segretaria nazionale del Pd.
«Noi – spiega – siamo qui per ribadire le nostre ragioni nel merito di questa riforma che riteniamo sbagliata, ma pensiamo che Nordio abbia oltrepassato il limite. Giorgia Meloni intervenga immediatamente su quello che è accaduto».
A chi le chiede chiedeva di commentare gli attacchi subiti dal procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, Schlein risponde che «c’è una dichiarazione stamattina del ministro Nordio su cui non abbiamo sentito una parola e sono passate tre ore da quando era in rassegna stampa. La presidente del Consiglio – prosegue – non ha detto una parola, quando avrà finito di smarcarsi da Merz per difendere la cultura Maga, magari potrà dire qualcosa sulle parole del suo ministro che si dimostra ancora una volta inadeguato al suo ruolo».
Sul referendum, la segretaria del Pd assicura: «Ci batteremo in tutto il Paese, sto girando tutto il Paese per provare a stimolare quanta più partecipazione possibile per questo appuntamento. È importante che i cittadini si informino e vadano a votare».
Schlein auspica «che i cittadini partecipino, che si informino, siamo qui per spiegare le nostre ragioni e sono felice di tornare in Puglia. Sono entrata insieme al presidente della Regione, Antonio Decaro, fresco di vittoria insieme a tutta la sua coalizione».
Prima di concludere, con la foto di rito con i presenti e le note di “Bella ciao“, Schlein sottolinea che «ogni potere deve incontrare un limite. Come ha detto Decaro, al ministro Nordio che dice che questa riforma servirà anche al centrosinistra quando sarà al governo, dico anche io “no grazie”. Quanto torneremo al governo noi vorremo essere controllati, perché è così che funziona in democrazia».
CasaPound, Schlein: «Dopo la sentenza di Bari, il governo la sciolga»
Schlein parla anche della sentenza del Tribunale di Bari che, nei giorni scorsi, ha condannato 12 militanti di CasaPound per ricostituzione del partito fascista. «Trovo che la sentenza sia molto importante perché per la prima volta stabilisce che CasaPound tenta di ricostruire il dissolto partito fascista, violando la Costituzione e la legge Scelba», afferma.
«Ora che c’è una sentenza – aggiunge – non ci sono più scuse, ci aspettiamo che il governo faccia quello che gli chiediamo da tempo, cioè di sciogliere CasaPound e le organizzazioni neofasciste».










