Inizierà il 19 ottobre il processo a carico di Nicola D’Onghia, ex parroco di Turi, difeso dagli avvocati Vita Mansueto e Federico Straziota, chiamato a rispondere delle accuse di omicidio stradale e omissione di soccorso davanti al Tribunale competente.
L’avvio del dibattimento segna una tappa cruciale di una vicenda giudiziaria seguita con grande attenzione sul territorio. Il procedimento prende le mosse dalla tragica morte di Fabiana Chiarappa, 32 anni, soccorritrice del 118, avvenuta il 2 aprile 2025 lungo la statale 172 tra Turi e Putignano, in un episodio che ha profondamente scosso l’intera comunità locale e il mondo del volontariato sanitario.
Secondo l’impianto accusatorio, ancora al vaglio del tribunale, l’episodio sarebbe stato ricostruito attraverso rilievi, testimonianze e accertamenti tecnici. Elementi che, secondo gli inquirenti, saranno oggetto di ulteriore approfondimento nel corso del dibattimento, chiamato a chiarire dinamica e responsabilità.
Il parroco di Turi dovrà rispondere in aula delle ipotesi di omicidio stradale e omissione di soccorso. Le accuse saranno valutate nel pieno contraddittorio tra le parti processuali, in un percorso giudiziario che entrerà nel vivo con l’esame delle prove e delle eventuali ricostruzioni alternative.
La data del 19 ottobre segna quindi l’avvio della fase processuale destinata a fare piena luce su una vicenda che ha profondamente colpito il territorio tra Turi e Putignano, lasciando aperti interrogativi e un diffuso sentimento di attesa per l’esito del procedimento giudiziario.
In attesa dell’apertura del dibattimento, la vicenda resta al centro dell’attenzione pubblica e istituzionale, mentre il giudice valuterà nel corso delle udienze ogni elemento utile a ricostruire i fatti e le eventuali responsabilità. La prima udienza sarà dedicata alle questioni preliminari del processo e istruttorie.
