Un sistema basato sull’intelligenza artificiale, capace di analizzare numerosi parametri clinici e comportamentali adattandosi al dolore del paziente, permette di personalizzare in modo automatico la terapia. Si tratta del nuovo sistema di stimolazione midollare introdotto nel reparto di Neurochirurgia, diretta da Bruno Romanelli, dell’ospedale Di Venere di Bari.
Grazie al nuovo sistema, la terapia viene regolata automaticamente, adattandosi in tempo reale all’andamento del dolore e alle attività quotidiane del paziente.
«L’integrazione tra neuromodulazione e intelligenza artificiale – spiega Romanelli – segna un’evoluzione importante nella cura del dolore cronico. Si tratta di una tecnologia capace di adattarsi dinamicamente alle necessità del paziente, migliorando in modo concreto la qualità della vita di persone affette da patologie spesso molto invalidanti. Questa terapia – prosegue – è indicata in diverse forme di dolore persistente, in particolare quando le cure tradizionali non hanno dato i risultati sperati».
La novità del sistema utilizzato al Di Venere, spiega l’Asl Bari, è la capacità di funzionare in modo “intelligente”: grazie all’intelligenza artificiale, il dispositivo impara infatti dalle risposte del paziente e regola automaticamente la stimolazione, riducendo la necessità di continui aggiustamenti manuali e garantendo un controllo del dolore più stabile e duraturo.
Roberto Anaclerio, responsabile della Terapia del dolore, evidenzia come «questo approccio mininvasivo rappresenti un’opportunità concreta per i pazienti che soffrono di dolore cronico complesso e resistente alle terapie tradizionali, offrendo la possibilità di ottenere un sollievo rapido e significativo».
L’obiettivo, conclude l’Asl, è costruire percorsi di cura personalizzati, mettendo a disposizione dei pazienti le tecniche più moderne e le terapie più avanzate.










