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Disastro ambientale a Molfetta, l’appello di Legambiente Puglia: «Chiarire le conseguenze sulla salute»

Disastro ambientale a Molfetta, l’appello di Legambiente Puglia: «Chiarire le conseguenze sulla salute»

Si vieti l’uso delle acque contaminate. È l’appello di Legambiente Puglia che chiede di «chiarire le conseguenze sulla salute» dopo che l’inchiesta della Procura di Trani, denominata Ground water, ha fatto emergere l’inquinamento delle falde con sostanze velenose.

Sono 72 gli indagati, di cui 44 persone fisiche e 28 giuridiche, tutti accusati a vario titolo di disastro ambientale colposo e scarico illecito di reflui industriali.

Tra gli iscritti nel registro degli indagati ci sono anche dirigenti e funzionari del consorzio per l’Area di sviluppo industriale (Asi) di Bari, del settore Ambiente della Città metropolitana di Bari e del Comune di Molfetta oltre a numerosi titolari di imprese con sedi legali sia a Molfetta, sia in altre regioni italiane.

Per l’associazione ambientalista serve non solo «implementare le attività di caratterizzazione del sottosuolo e della falda da parte del Comune di Molfetta con costi a carico dei presunti responsabili, per valutare la portata dell’inquinamento, la sua estensione e le modalità di intervento per la bonifica» ma anche «supportare le aziende produttive nella realizzazione degli adeguamenti necessari ad assicurare la corretta gestione dei reflui industriali».

Per Legambiente Puglia, «la vicenda di Molfetta deve diventare uno spartiacque: basta zone industriali senza controllo e senza infrastrutture idonee a proteggere l’ambiente, basta falde trattate come discariche sotterranee».