Non smette di suscitare polemiche la sentenza della Corte d’Appello di Bari che ha riconosciuto un bimbo come figlio di una madre e due padri.
Sul tema interviene anche la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità, Eugenia Roccella, che durante la trasmissione “Ping pong” su Rai Radio1, ha affermato: «È tipicamente una sentenza che molti definiscono “creativa”. Il punto è che, al di là del caso singolo, riconoscere tre genitori è qualcosa che incide sull’idea stessa di famiglia».
Per la ministra «la famiglia sembra che sia qualunque cosa uno voglia che sia, e così non è, perché ci sono, come in tutte le cose umane, elementi biologici, culturali e simbolici. I figli si fanno in due – ha aggiunto Roccella -, c’è una mamma e un papà, attraverso una relazione».
La sentenza della Corte d’Appello di Bari, conclude la ministra, «non scombina soltanto il diritto ma anche la base culturale della famiglia. Inoltre, se decisioni di questo tipo dovessero moltiplicarsi, si rischierebbe anche di aggirare la legge contro l’utero in affitto», ha concluso.
