Si chiude, almeno davanti al Tribunale amministrativo regionale della Puglia, uno dei capitoli giudiziari legati alla gara per la valorizzazione e la rigenerazione urbana sostenibile dell’area delle ex caserme “Milano” e “Capozzi” di Bari.
Con una sentenza pronunciata dalla Prima Sezione, il Tar ha respinto il ricorso promosso da Manelli Impresa Spa, capogruppo del raggruppamento temporaneo di imprese che aveva contestato l’aggiudicazione disposta dall’Agenzia del Demanio nell’ambito della procedura per l’affidamento della progettazione esecutiva e dei lavori.
L’impugnazione riguardava il provvedimento di aggiudicazione del 15 maggio 2026 e alcuni verbali della commissione giudicatrice. Secondo la ricorrente, la rivalutazione di uno dei requisiti tecnici relativi alle esperienze professionali maturate nella realizzazione della nuova sede del Consiglio regionale della Puglia avrebbe determinato un significativo ridimensionamento del punteggio assegnato all’offerta tecnica, incidendo sull’esito finale della gara. La società chiedeva quindi l’annullamento degli atti impugnati, la dichiarazione di inefficacia dell’eventuale contratto stipulato e il subentro nell’aggiudicazione oppure, in via subordinata, il risarcimento dei danni.
Nel giudizio si sono costituiti l’Agenzia del Demanio e Costruzioni Barozzi Spa, capogruppo del raggruppamento risultato aggiudicatario. Quest’ultima aveva proposto anche un ricorso incidentale con cui contestava, sotto diversi profili, la permanenza in gara del raggruppamento concorrente guidato da Manelli, chiedendone l’esclusione dalla procedura.
All’esito della camera di consiglio dell’8 luglio scorso, il collegio presieduto dal Tar ha ritenuto infondate le censure formulate nel ricorso principale, respingendolo nei termini illustrati nella motivazione della sentenza. Proprio in ragione di tale decisione, i giudici hanno dichiarato improcedibile il ricorso incidentale presentato dalla contro interessata, venendo meno l’interesse alla sua trattazione.
La pronuncia consolida quindi, allo stato, l’esito della gara pubblica bandita dall’Agenzia del Demanio per uno degli interventi più rilevanti di riqualificazione urbana previsti nel capoluogo pugliese, destinato a interessare l’area delle «casermette». Il Tar ha inoltre disposto la compensazione integrale delle spese di giudizio tra le parti, ordinando l’esecuzione della sentenza da parte dell’autorità amministrativa. Resta ferma la possibilità di proporre impugnazione davanti al Consiglio di Stato nei termini previsti dall’ordinamento.
