L’aeroporto Marcello Arlotta ha un bacino potenziale di oltre un milione di passeggeri, come hub dell’arco ionico. Grazie all’asse della statale 106, il bacino primario abbraccia tre regioni: Puglia, Basilicata e Calabria, che attualmente soffrono di forte isolamento trasportistico. I numeri, secondo uno studio di Stefano Cervellera, docente a contratto di Statistica dell’Università Aldo Moro di Bari, confermano le potenzialità commerciali dello scalo ionico, anche sui voli civili. Il trasporto aereo europeo sta attraversando una fase di espansione senza precedenti nel periodo post-pandemico, con i voli commerciali passati da 4,1 milioni nel 2021 a una stima di 10,4 milioni nel 2025. Questa iper-crescita sta generando la saturazione dei principali hub internazionali e regionali, imponendo la decentralizzazione dei flussi verso aeroporti secondari, definiti reliever airports. In questo scenario macroeconomico, l’attivazione di nuove piste commerciali in aree ad alta densità turistico-industriale rappresenta una risposta strategica all’aumento della domanda.
I numeri in Puglia
A livello regionale, i dati ufficiali di Aeroporti di Puglia e dell’Enac confermano un trend in crescita di oltre il 10 per cento, con oltre 7,1 milioni di passeggeri registrati nei primi mesi del 2026. Nello specifico, lo scalo di Bari segna un incremento dell’11,7% e quello di Brindisi del 10,0%. Le direttrici verso Milano (Linate e Malpensa) e Roma Fiumicino muovono volumi imponenti: Bari totalizza circa 690mila passeggeri in partenza per Roma e poco più di un milione per Milano, mentre Brindisi registra mezzo milione di passeggeri per la capitale e 649mila per lo scalo meneghino. Questi numeri dimostrano che la domanda di mobilità aerea nel territorio è solida e consolidata, con oltre 1,14 milioni di partenze concentrate su Brindisi per le sole direttrici del Nord e del Centro Italia. L’apertura dello scalo di Taranto-Grottaglie interverrebbe come valvola di sfogo complementare, capace di assorbire i nuovi flussi generati dal boom globale senza cannibalizzare le rotte storiche brindisine.
Le potenzialità
A supporto di questa prospettiva di mercato vi è l’ampiezza del bacino d’utenza dell’Arlotta, che non deve essere circoscritta al solo perimetro urbano tarantino ma estesa all’intero arco ionico. Grazie all’asse della statale 106, il bacino primario abbraccia territori di tre regioni che soffrono di isolamento infrastrutturale, totalizzando quasi un milione di potenziali utenti. Più in dettaglio, la provincia di Taranto conta 570mila abitanti con una vocazione industriale, marina e crocieristica. Matera e la sua provincia offrono 195mila residenti legati al turismo culturale internazionale. La costa ionica lucana apporta 110mila residenti votati all’agricoltura d’eccellenza e al turismo balneare. Infine, l’alto ionio cosentino contribuisce con 85mila abitanti orientati al turismo di ritorno e balneare. L’analisi del prof Cervellera dimostra dunque che il mercato offre ampi margini di inserimento per i vettori aerei interessati a volare da Grottaglie, rispondendo a una domanda reale e non soddisfatta dall’attuale saturazione dei vicini scali regionali.
