Hanno scelto esattamente il ventisette gennaio, giorno della memoria, coloro che si sono scatenati sui social contro il sindaco Francesco De Ruvo. Il primo cittadino era intervenuto con decisione per stigmatizzare e condannare, senza esitazione, l’episodio vandalico contro gli scuolabus cittadini sui quali erano apparse scritte a firma di sedicenti “no vax.” «In nome di una pseudo libertà che sa di libertinaggio e pura inciviltà, questa notte si è consumato un ignobile gesto ai danni di tutti noi, ed in modo particolare ai danni dei nostri bambini – aveva precisato il primo cittadino – e, per questo, ancora più ignobile.
Gli scuolabus del servizio di trasporto scolastico che ogni giorno accompagnano i nostri piccoli, sono stati imbrattati con scritte “no vax”. Eccoli qua i libertini che accusano il “governo nazista”, che si prendono gioco di chi “è schiavo dello Stato e non sa dire no”. Cosa dovremmo dire ai nostri piccoli che stamattina sono andati a scuola in pullman sporchi e imbrattati? – aveva continuato De Ruvo – Che tutto è possibile? Che la libertà di uno può schiacciare quella di tutti gli altri? Nessuna scusa né attenuanti da parte mia per questi soggetti che sono entrati di nascosto in un parcheggio, hanno violato quindi una proprietà privata, e compiuto atti che si commentano da soli».
Ma è stata proprio questa nota del sindaco a scatenare una nuova reazione che si è manifestata sui social con chiare minacce e improbabili paragoni. «Grandissimo buffone di De Ruvo che affermi “che la libertà di uno non può schiacciare quella di tutti gli altri.” E il potere e la libertà che vi siete arrogati voi nazisti di togliere i diritti degli altri invece sono leciti?». Una chiara accusa di “nazismo” rivolta al primo cittadino ma nemmeno l’unica. Un altro commento, è ancora più chiaro e denota una correlazione diretta tra gli esecutori dell’atto vandalico ai danni degli scuolabus e coloro che hanno attaccato il sindaco sui social. «De Ruvo sei proprio un buffone manipolatore bugiardo nazista. La nostra scritta in nessun modo si prende gioco di chi non sa dire di no…».
La gravità di questi episodi che si stanno susseguendo è data da un chiaro atto compiuto e anche chiaramente rivendicato. Il sindaco ha evidentemente percepito il grande pericolo di qualcosa che non può essere definita una semplice bravata. È per questo che ha deciso di rompere gli indugi e denunciare alla polizia postale l’accaduto. «Sono disgustato dall’odio e dalla cecità che traspare dai commenti pubblicati sulla mia pagina e finiti anche nelle pagine di autorevoli testate giornalistiche – precisa De Ruvo – la violenza non è mai giustificata, mai. I danneggiamenti sulle cose pubbliche come sugli scuolabus che utilizzano i nostri bambini non possono essere giustificati per nessun motivo. E l’accostamento a chi è morto per il nazismo non solo dimostra ignoranza storica ma anche assenza di sensibilità e tatto su un tema troppo grande, troppo doloroso per chi l’ha vissuto e che nei campi di sterminio è stato ucciso prima nello spirito e poi anche nel corpo». Che le ultime quarantotto ore in città siano state agitate a causa di questi episodi chiaramente correlati, lo si è capito sia dalla ferma reazione del sindaco che dai commenti di numerosi cittadini indignati da tanto furore e odio manifestato. «Le indagini faranno il loro corso perché chi intendeva spaventare o intimidire sappia che non sono avvezzo a compromessi. Chi sbaglia paga – conclude De Ruvo – mentre chi vuole manifestare il dissenso è giusto che lo faccia, ma nei modi consentiti».










