L’attesa è finita per la 632esima edizione del Carnevale di Putignano: domani, domenica 1 febbraio, a partire dalle 15, prenderà il via la prima sfilata dei nove carri allegorici – sette in concorso e due fuori concorso – accompagnati da sette maschere di carattere e quattro gruppi mascherati.
La giornata inaugurale vedrà i varchi chiudersi alle ore 9 per permettere ai visitatori di ammirare le opere già posizionate sul percorso, visitare il Museo del Carnevale e usufruire delle aree food e dell’animazione musicale sui tre palchi attivi dalle 11. Il culmine dell’evento sarà alle 20 in piazza Principe di Piemonte con il concerto della cantautrice Nina Zilli, seguito dal “Lacrima Party” e dall’esibizione di Auroro Borealo in largo Porta nuova.
Un Carnevale inclusivo
L’edizione 2026 della rassegna pugliese punta con decisione sull’abbattimento delle barriere, forte del premio ricevuto lo scorso anno dal Garante regionale dei diritti per le persone con disabilità.
Tra le novità più rilevanti in termini di accessibilità, spicca l’introduzione di una pedana attrezzata presso l’obelisco della Madonnina in largo Porta nuova, dotata di parcheggi e servizi igienici dedicati.
Sabato 7 febbraio, in occasione della seconda sfilata, sarà garantita un’audiodescrizione per le persone con disabilità visiva e, per la prima volta, un performer Lis (Lingua dei segni italiana) interpreterà sul palco i concerti di BigMama e Madman.
Sempre sul fronte inclusivo, l’associazione “Amici dei Diversabili” metterà a disposizione un’area food al coperto, aperta dalle 11 alle 16, pensata per chi necessita di un ambiente protetto.
Torna inoltre l’iniziativa “Carnevale al buio“, un workshop di cartapesta sensoriale supportato da una serie di podcast narrati da Antonella Ruggiero, disponibili anche tramite QR code posizionati sui carri allegorici.
Grande attenzione è rivolta alle famiglie attraverso il progetto “Babymelo“. Sono stati predisposti due spazi di accoglienza specifici: al civico 178 di viale Estramurale a Levante si terranno laboratori e talk, mentre al civico 55 di corso Umberto I sarà attiva un’area dedicata alla cura dei più piccoli con zona allattamento riscaldata, fasciatoio e biberoneria.
Il programma educativo prevede laboratori di cartapesta condotti dall’esperta Gesi Bianco presso il Museo Civico (1, 7, 15 e 17 febbraio) e cicli di fiabe popolari nella Biblioteca comunale. Non mancheranno i laboratori gastronomici “Piccoli maestri di yogurt”, coordinati dal caseificio Artigiana, e le sessioni di avvicinamento alla lingua inglese “Inglese in Maschera” con la dottoressa Meliota, previste per il 7 e il 10 febbraio.
Per i bambini dai 2 ai 12 anni sono stati inoltre confermati i tradizionali “veglioncini” presso il Teatro Comunale nei giorni 5, 12 e 14 febbraio.
La prevenzione al Carnevale con l’Irccs “Saverio De Bellis”
Non mancherà, infine, uno spazio dedicato alla prevenzione e alla ricerca sulle patologie epatiche e metaboliche grazie all’iniziativa dell’Irccs “Saverio De Bellis” di Castellana Grotte.
Cuore della presenza dell’istituto sarà il progetto di ricerca “EvòLiveR”, che mira a valutare gli effetti di una dieta arricchita di olio extra vergine di oliva sulla salute del fegato e sulle alterazioni tipiche della steatosi epatica associata a disfunzione metabolica (Masld), una condizione sempre più diffusa e strettamente correlata a stili di vita, alimentazione e fattori di rischio cardio-metabolici.
«Portare la ricerca fuori dai luoghi specialistici significa rafforzare il legame con il territorio e contribuire a una maggiore consapevolezza sui temi della prevenzione e degli stili di vita», spiega Enzo Del Vecchio, presidente del Consiglio di indirizzo e verifica del “De Bellis”.
Inserire nel contesto del Carnevale «un messaggio legato alla salute e alla ricerca scientifica amplia il significato stesso della manifestazione, valorizzandone la dimensione sociale e civile», aggiunge il commissario straordinario Fruscio.
«Con EvòLiveR vogliamo raccontare una ricerca che parte dall’evidenza scientifica ma guarda alla vita quotidiana con un linguaggio più informale», chiosa il professor Gianluigi Giannelli, direttore scientifico dell’istituto.










