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“Smascherata!”, ecco i bozzetti dei sette carri allegorici dell’edizione 2027 del Carnevale di Putignano

Dal dipendente modello alla madre perfetta fino all’influencer, la Fondazione ha scelto le opere che sfileranno lungo le strade del Comune

“Smascherata!”, ecco i bozzetti dei sette carri allegorici dell’edizione 2027 del Carnevale di Putignano
(foto d’archvio)

Sono sette i carri allegorici selezionati per l’edizione 2027 del Carnevale di Putignano, incentrata sul tema “Smascherata! Liberate le maschere“.

I bozzetti scelti dalla Fondazione Carnevale di Putignano mettono in scena le finzioni della vita quotidiana – dal dipendente modello alla madre perfetta fino all’influencer – per farle cadere davanti ai visitatori attraverso scenografiche pedane rotanti, sipari ed effetti a sorpresa.

Le associazioni di maestri cartapestai hanno tradotto l’idea in sette opere: “Il Collezionista di Maschere” (Carta Bianca, bozzetto di Francesco Lippolis), “Anime oscure…” (Carta & Colore, di Vito e Paolo Mastrangelo), “Dis-illudi-amo-ci” (Cartaland, di Marino Guarnieri), “Appesi a un filo” (Carteinregola, di Deni Bianco), “L’ultima Smascherata” (Conlemani, di Angelo Loperfido), “Emerald City” (Farinella, di Marino Guarnieri) e “L’Elefante nella stanza” (L’Isola che non c’è, di Diego Simone).

“Smascherata!” è il terzo tema elaborato dalla direzione filosofico-culturale affidata ad Andrea Colamedici, fondatore di Tlon e curatore del Festival internazionale del Pensare contemporaneo, dopo le edizioni “Sovvertire” (2025) e “Il Paradosso” (2026).

In questo nuovo capitolo, l’attenzione si sposta sul senso del travestimento: “Smascherata!” spinge a liberare la maschera dal compito di nascondere, ribaltando la prospettiva di chi assiste alla sfilata.

Lo spettatore si accorge infatti di non essere un semplice osservatore, ma il vero soggetto guardato dalle sculture.

Tra allegorie della morte, demoni, caricature social e reinterpretazioni come il Mago di Oz, i carri mettono in scena un’azione dinamica sul tema. La cartapesta di Putignano affronta così argomenti complessi quali la pressione sociale e l’illusione del consenso attraverso la consueta cifra di amara e dissacrante ironia.