Non si smette mai di essere carabinieri. E Giovanni Ciccone ne è l’esempio. Vice brigadiere in congedo, Ciccone ha compiuto 100 anni ed è stato omaggiato dall’Arma nella sua casa di Locorotondo.
Giovanni Ciccone, affermano i militari in una nota, è «un esempio vivente di dedizione, spirito di sacrificio e attaccamento ai valori della Benemerita».
In occasione del suo compleanno e a testimonianza del legame indissolubile che unisce i carabinieri di ieri e di oggi, il generale di Brigata Gianluca Trombetti, comandante provinciale di Bari, ha fatto visita al festeggiato per consegnargli una lettera augurale a firma del comandante generale dell’Arma e un crest istituzionale personalizzato.
Il vice brigadiere Giovanni Ciccone si è arruolato nel lontano 1950 e con l’uniforme addosso ha attraversato decenni di storia italiana, prestando servizio nelle stazioni di Alessandria, Cuneo, Pescara e Altamura. Si è congedato nel 1983, dopo 33 anni di servizio, ma ha continuato a essere un punto di riferimento per la comunità e per l’Associazione nazionale carabinieri (Anc).
«Il traguardo dei 100 anni non è solo un momento di gioia privata, ma un patrimonio per tutta l’Arma», sottolineano i carabinieri: «Nei suoi occhi e nei suoi ricordi – si legge in una nota – vive la memoria di un’istituzione che da oltre due secoli è al servizio del cittadino. A lui va il più profondo ringraziamento per aver onorato l’uniforme e per continuare a incarnare, oggi come allora, i valori più alti».
Il momento più toccante della visita del generale Trombetti è stato quando il festeggiato ha ricevuto il crest. «Cento anni di vita, di cui una parte indelebile passata a difesa della gente, dimostrano che non si smette mai di essere carabinieri; l’uniforme si può anche riporre nell’armadio, ma il giuramento di fedeltà resta impresso per sempre nel cuore».
