«Ha mostrato una spiccata pericolosità e proclività a commettere reati, fornendo un contributo indispensabile all’operatività del gruppo criminale di cui è membro». Lo scrive il gip di Bari, Alfredo Ferraro, a proposito di Alessandro Lomele, candidato al Consiglio comunale di Conversano arrestato stamattina dai carabinieri, si richiesta della Dda, insieme ad altre 12 persone accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla cessione di stupefacenti, detenzione di arma ed estorsione in concorso.
Lomele, incensurato e candidato con il Partito democratico, è finito in carcere ed è considerato un partecipe dell’associazione che farebbe capo a Rocco Panarelli.
Nell’ordinanza di custodia cautelare, il gip spiega che la misura dei domiciliari, anche con braccialetto elettronico, «sarebbe del tutto inidonea», perché «non in grado di impedirgli di perpetrare le condotte criminose e di compiere dal proprio domicilio attività criminali analoghe a quelle del presente procedimento».
A Lomele sono contestati diversi episodi di cessione di droga, anche di cocaina, e diversi consumatori avrebbero confermato agli inquirenti di aver acquistato stupefacenti da lui.
Nei suoi confronti è anche contestata un’estorsione (in concorso con l’indagato Pasquale Giannoccaro, anche lui finito in carcere) al titolare di un’attività commerciale che, oltre ad avere un debito di droga, avrebbe denunciato uno spacciatore del gruppo facendolo arrestare.
«Entrambi – scrive il gip nel paragrafo dedicato all’estorsione – hanno agito sinergicamente tra loro, conferendo ciascuno il proprio contributo materiale/morale alla realizzazione dello scopo criminoso». Giannoccaro («in accordo con Lomele») avrebbe minacciato la vittima, mentre Lomele «prendeva in consegna il denaro che poi spartiva con i complici».
