Sempre più anziani popolano la città di Bari, ma mancano i servizi a loro disposizione. A dirlo sono i dati Istat: quasi il 25% della popolazione barese ha più di 65 anni. Se si studia poi, l’intero contesto della Città Metropolitana, la dinamica non cambia, si conferma ugualmente un aumento della popolazione anziana e un contestuale calo delle fasce più giovani.
Il fenomeno non è nuovo, ma negli ultimi anni ha accelerato. Bari infatti, si attesta tra i territori in cui negli ultimi trent’anni sono aumentati maggiormente gli anziani. A dimostrarlo sono le strutture a loro dedicate, come rsa e case di riposo sempre più sovraffollate e la presenza di pochi centri sociali dove gli anziani possano passare il loro tempo libero.
In realtà però il dato si inserisce perfettamente nel quadro nazionale, poiché l’Italia è uno dei Paesi più anziani d’Europa. Oggi nel capoluogo pugliese in particolare, si registra una crescita costante degli over 75 e degli ultraottantacinquenni, con un progressivo aumento della speranza di vita, ma anche un forte calo delle nascite. Questi dati non fanno che incidere sulla composizione delle famiglie, motivo per cui si creano nuclei familiari sempre meno numerosi e sempre più anziani vivono da soli.
Per tale motivo il fenomeno ha conseguenze dirette anche sul sistema sociale e sanitario, aumentando la richiesta di servizi di assistenza e dedicati alla terza età. Proprio da questo punto di vista la città barese sembra essere in difficoltà. A mancare infatti sono i posti letto nelle Residenze sanitarie assistenziali, fenomeno che si estende all’intera Puglia dove per 100mila abitanti si registrano appena 393 posti in Rsa.
Anche l’assistenza domiciliare scarseggia. Solo 1,43 anziani su 1000 riesce ad ottenere l’assistenza a casa. Dunque, la popolazione anziana aumenta costantemente, ma senza avere i giusti sostegni, occorre intervenire quanto prima per garantire loro un aiuto concreto e promuovere politiche demografiche a sostegno delle famiglie.
