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Bari, Schittulli: «Trasformare l’ospedale in Fiera in un grande centro di prevenzione» – L’INTERVISTA

Di cause ambientali, tumori, stato di salute della sanità pugliese ne sa qualcosa il presidente nazionale della Lilt, Francesco Schittulli, che dalle pagine del giornale lancia una proposta: «Trasformare l’ospedale ex Covid, costruito alla Fiera del Levante, in un grande centro di prevenzione regionale sulle quattro grandi aree che interessano oggi la salute». Professore, in…
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Di cause ambientali, tumori, stato di salute della sanità pugliese ne sa qualcosa il presidente nazionale della Lilt, Francesco Schittulli, che dalle pagine del giornale lancia una proposta: «Trasformare l’ospedale ex Covid, costruito alla Fiera del Levante, in un grande centro di prevenzione regionale sulle quattro grandi aree che interessano oggi la salute».

Professore, in Puglia ci sono ancora 4 siti di interesse nazionale per inquinamento. Quello più indietro, per le operazioni di bonifica, è a Taranto. Lei effettuò uno dei primi studi sull’area dell’ex Ilva. Non portò però ad alcuna decisione.

«All’epoca si preferì salvare i posti di lavoro. Fu una scelta politica legata a una serie di interessi. A pensarci oggi, il risanamento sarebbe stato concluso nel 2005 e prevedeva anche un progetto di sviluppo turistico. Invece siamo qui, nel 2026, a parlare di riconversione». Intanto quale prezzo in vite umane ha dovuto pagare quel territorio?».

Il rifinanziamento a livello nazionale del progetto «Sentieri» (Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento), può essere utile a tenere alta la guardia?

«Sicuramente. Tuttavia viviamo ancora in vere e proprie bombe ecologiche: penso alle falde inquinate, che condizionano anche la qualità dei prodotti agricoli, o alla bonifica dall’amianto che non è stata mai realizzata completamente in nessuna città. Oggi abbiamo 140 sostanze catalogate come sicuramente cancerogene e altre 400 come potenzialmente cancerogene».

Cosa si può fare?

«Investire in prevenzione e salute. Oggi, anche attraverso l’intelligenza artificiale, abbiamo i mezzi per scoprire un tumore in in fase preclinica, addirittura presintomatica. Possiamo sapere in anticipo quale organo e quando lo svilupperà. Questo ci potrebbe portare a una guaribilità dell’80%. Ci sarebbe un vantaggio enorme anche per quanto riguarda il problema delle liste d’attesa. Ma va ricostruito un concetto di sanità nazionale. L’ultimo ministro con pieni poteri è stato Veronesi. Le Regioni non sono in grado di gestire la sanità, la controllano soltanto e la utilizzano a fini politici. Inoltre la sanità va ripensata anche dal punto di vista dell’edilizia».

In che senso?

«Non dobbiamo costruire ospedali per curare, ma poliambulatori per fare prevenzione. Ne servirebbe uno in ogni Comune con i sindaci che si devono occupare di monitorare la salute del loro territorio. Voglio lanciare un’idea: trasformare l’ospedale ex Covid, costruito alla Fiera del Levante, in un grande centro di prevenzione regionale sulle quattro grandi aree che interessano oggi la salute: tumori, malattie cardiorespiratorie, malattie metaboliche e malattie neurogenerative. E’ già in un’area dotata di parcheggi e di tutte le infrastrutture necessarie».

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