A poche ore dal Bari Pride emerge una presa di posizione destinata a far discutere. La famiglia di Ambra Dentamaro, la donna trans uccisa a Bari nel 2018, ha diffuso una nota con cui prende ufficialmente le distanze dalla manifestazione in programma il 13 giugno, contestando l’utilizzo del nome della propria congiunta come madrina onoraria dell’evento.
Nel documento, firmato dai genitori e dagli altri familiari, viene precisato che nessuno dei parenti è stato coinvolto nell’organizzazione dell’iniziativa né ha autorizzato l’impiego del nome, dell’immagine o della vicenda personale di Ambra nell’ambito delle attività collegate alla manifestazione.
Una precisazione che arriva dopo l’annuncio della sua designazione simbolica e che apre un nuovo fronte di discussione sul rapporto tra memoria privata e iniziative pubbliche. La famiglia sottolinea di non voler mettere in discussione il valore del ricordo né l’importanza di mantenere viva l’attenzione su una storia che ha profondamente segnato la città. Tuttavia, secondo quanto espresso nella nota, commemorare Ambra non dovrebbe tradursi nell’utilizzo della sua figura senza il consenso dei suoi cari o nella trasformazione della sua esperienza personale in un simbolo associato a scelte e percorsi decisi da altri.
Particolarmente significativo è il passaggio in cui i parenti manifestano amarezza per quella che considerano una forma di attenzione tardiva. Secondo la famiglia, infatti, durante la vita di Ambra e negli anni successivi alla sua tragica morte sarebbero stati pochi coloro che si sono realmente interessati alla sua vicenda e al percorso per ottenere verità e giustizia.La richiesta finale è chiara: preservare il ricordo della donna nel rispetto della sua storia e della sensibilità dei familiari, evitando utilizzi non condivisi che possano generare equivoci o essere percepiti come strumentali.
La presa di posizione arriva alla vigilia della manifestazione e aggiunge un elemento di riflessione a un appuntamento che, come ogni anno, richiama l’attenzione sui temi dei diritti, dell’inclusione e della lotta contro ogni forma di discriminazione.
