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Bari, presidi permanenti per la liberazione degli attivisti della Flotilla: «Italia e Ue intervengano per il rilascio»

Prosegue, a Bari, la mobilitazione degli attivisti della Global Sumud Flotilla Puglia dopo che alcune imbarcazioni dirette a Gaza sono state bloccate da forze navali israeliane a Sud di Creta, con l’arresto di 170 attivisti.

A partire da oggi, «in risposta al gravissimo atto di pirateria verificatosi in acque internazionali tra il 29 e il 30 aprile scorsi», gli attivisti della Global Sumud Flotilla Puglia terranno dei presidi permanenti alle 18. Fino al 4 maggio si svolgeranno in largo Alberto Sordi, davanti al teatro Petruzzelli, dal 5 maggio in poi sul sagrato della chiesa di San Ferdinando in via Sparano.

«Durante le 40 ore di detenzione – ricordano gli attivisti pugliesi -, i prigionieri sono stati sottoposti a violenze fisiche e psicologiche: privati di cibo e acqua, picchiati in maniera brutale e lasciati al freddo su pavimenti allagati per tutta la detenzione».

La Global Sumud Flotilla Puglia ricorda che «sono 34 gli attivisti finiti in ospedale per le gravi ferite e lesioni riportate, tra cui 3 italiani. L’attivista barese Tony La Piccirella – affermano -, assieme a Thiago Ávila e Saif Abukeshek sono stati isolati dal resto dei prigionieri durante la detenzione illegale. Sebbene la maggior parte degli attivisti sia stata rilasciata, la situazione di Saif e Thiago rimane gravissima e continuano a essere detenuti in Israele senza alcuna base giuridica fondata per le accuse a loro carico».

Thiago e Saif, prosegue la Global Sumud Flotilla Puglia, «erano su due barche battenti bandiera italiana al momento del rastrellamento israeliano. Questo obbliga il governo italiano a prendere provvedimenti immediati per permettere il rilascio dei due attivisti».

I presidi hanno l’obiettivo, conclude la nota della Global Sumud Flotilla Puglia, di «sensibilizzare l’opinione pubblica e chiedere con forza alle istituzioni italiane ed europee di intervenire per garantire l’immediato rilascio di Saif e Thiago e il rispetto del diritto internazionale».

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