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Bari, periferie escluse dal Brt ma il Comune estende i percorsi degli autobus “tradizionali”

I timori da parte dei cittadini e delle forze politiche riguardano il fatto che alcune zone possano non essere prese in considerazione dai mezzi

Bari, periferie escluse dal Brt ma il Comune estende i percorsi degli autobus “tradizionali”

È sempre più vicina la conclusione dei lavori per la realizzazione del nuovo sistema di trasporto bus rapid transit eppure aumentano preoccupazioni e disagi fra cittadini e forze politiche. Questa volta a essere al centro del dibattito sono i percorsi che i nuovi mezzi faranno, in quanto la paura è che, passando solo per il centro urbano e le sue zone limitrofe, le periferie possano restare isolate.

Così, proprio ieri il Movimento cinque stelle in una nota ufficiale, ribadendo l’importanza di questa nuova infrastruttura e il pieno appoggio al sindaco Vito Leccese, ci ha tenuto a specificare anche che: «Non si possono lasciare indietro i quartieri più esterni. Al contrario. I chilometri del trasporto pubblico tradizionale che verranno liberati nelle aree servite dal Brt dovranno essere reinvestiti nelle periferie, aumentando frequenze e collegamenti tra i quartieri e creando connessioni più efficienti con gli snodi del Brt e con le stazioni ferroviarie».

A ritenersi amareggiati per il fatto che i nuovi collegamenti non toccheranno i loro quartieri sono inoltre, studenti e lavoratori provenienti da Torre a Mare, Santo Spirito, Palese, Carbonara, San Pio e Sant’Anna, che spesso sono costretti a fare anche lunghi tratti a piedi prima di poter prendere un mezzo, per cui ora chiedono che si creino «dei collegamenti con gli snodi del Brt».

Questa problematica ha portato inevitabilmente a fare dei confronti con altre città. È il caso di Taranto sul quale nei giorni scorsi è intervenuto Alberto Andriulo, presidente della commissione Lavori pubblici del Municipio 4 che ha spiegato: «Va ripensato tutto il trasporto pubblico, a Taranto il Brt collegherà davvero le periferie al centro. Dobbiamo lavorare sull’interscambio tra i trasporti su gomma e ferroviari, oltre che istituire navette che colleghino le periferie tra loro e con la città».

A tenere banco invece, nel centrodestra sono i monitor presenti alle pensiline di attesa del trasporto pubblico locale che indicano orari e ritardi degli autobus. Di questi, ne saranno installati dei modelli più moderni e tecnologici alle fermate del Brt, ma parecchi sono attivi già per il trasporto locale ordinario.

Il problema però, sta nel fatto che alcune fermate Amtab della periferia ancora non hanno questi monitor, per cui spesso capita che chi attende, rimane anche più di un’ora, se ci sono ritardi, sotto caldo o intemperie senza avere idea degli orari di passaggio degli autobus. È stata così, la consigliera di Fratelli d’Italia Laura De Marzo a chiedere delucidazioni sulla questione all’amministrazione.

L’assessore alle Opere pubbliche Domenico Scaramuzzi ha spiegato che bisognerà indirizzare le scelte di investimento di Amtab in questa direzione, per garantire anche alle periferie la presenza di monitor indicanti l’orario reale di passaggio dei mezzi. Infine, l’assessore ha rassicurato i cittadini spiegando che «Nel piano di rimodulazione del trasporto locale tradizionale, molte linee saranno tagliate o allungate a seconda delle necessità e dei percorsi Brt e proprio nelle periferie implementeremo l’offerta».