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Bari perde La Ripartenza, Porro gela Decaro: «Non mi risulta abbia provato a trattenermi» – L’INTERVISTA

il giornalista smentisce il presidente della Regione Puglia che a L’Edicola aveva dichiarato di aver provato a far rimanere la kermesse nel capoluogo

Bari perde La Ripartenza, Porro gela Decaro: «Non mi risulta abbia provato a trattenermi» – L’INTERVISTA

Nicola Porro non usa giri di parole. Alla vigilia dell’undicesima edizione de La Ripartenza, trasferita da Bari a Maratea, il giornalista smentisce il presidente Decaro – che a L’Edicola aveva dichiarato di aver provato a farlo rimanere nel capoluogo -, e racconta di essersi sempre sentito più tollerato che voluto nella città delle sue origini familiari. Poi allarga il discorso al Mezzogiorno, alla burocrazia, alle imprese e a un’Europa che «prima regola e poi comincia a fare». E sulla polemica con Sigfrido Ranucci replica: «Spero sappia fare le inchieste meglio di quanto sappia interpretare le mie Zuppe».

Porro, il presidente Decaro ha detto di aver provato a convincerla a tenere La Ripartenza a Bari. Che cosa vi siete detti?

«Non mi risulta che abbia provato a trattenermi. Ci siamo sentiti dopo la scorsa edizione ma null’altro. Non voglio sembrare antipatico, però me ne sarei accorto se mi avesse chiesto di rimanere a Bari».

Decaro ha definito il trasferimento a Maratea una scelta editoriale. È davvero tutta qui la spiegazione?

«Avevo investito su Bari quando Decaro era sindaco perché è la terra da cui proviene la mia famiglia, e perché il Teatro Petruzzelli rappresentava il simbolo di una rinascita. Eravamo in piena epoca Covid. Eppure ho sempre avuto la sensazione di essere a malapena tollerato. L’anno scorso il sindaco Leccese mi ha detto “Ti abbiamo accolto a Bari”. Il punto è che forse i politici dovrebbero ricordarsi che siamo noi a eleggere loro, non sono loro ad accogliere noi».

Leccese l’ha mai chiamata per provare a trattenere la manifestazione?

«No, mai».

Da Bari a Maratea cambia soltanto la sede oppure comincia una nuova fase per La Ripartenza?

«Dopo undici edizioni è stata anche l’occasione per cambiare un po’ l’organizzazione. Abbiamo deciso di svolgerla all’aperto e di introdurre le masterclass. Ma soprattutto a Maratea e in Basilicata ho trovato istituzioni, dal sindaco al presidente della Regione, che mi hanno riservato premure alle quali francamente non ero abituato».

Cosa intende per “premure”?

«Anche soltanto la collaborazione sulla viabilità. Maratea ha oggettive difficoltà logistiche e il sindaco ci sta aiutando a trovare le soluzioni migliori per i tre giorni della manifestazione. Può sembrare normale, ma evidentemente non lo è dappertutto».

La differenza con Bari si misura anche in un episodio burocratico piuttosto curioso.

«Dopo sei anni mi è arrivata dal Comune una multa di poche centinaia di euro. Sostengono di aver dovuto predisporre servizi supplementari di polizia municipale per accogliere il presidente del Senato al Petruzzelli. Dopo sei anni. Se un’amministrazione crede in un’iniziativa che porta cultura e impresa sul territorio, le soluzioni si trovano».

Sta dicendo che Bari non ha creduto abbastanza nella manifestazione?

«Evidentemente non hanno bisogno di persone che portino imprenditoria sul territorio. In cinque anni La Ripartenza ha portato in città una parte importante del Pil italiano».

Infrastrutture, energia, industria e IA: qual è il filo politico che tiene insieme l’edizione di quest’anno?

«È lo stesso filo della prima edizione: un Paese rinasce soltanto se le sue imprese sono libere di competere».

Che cosa può fare davvero lo Stato per aiutare l’industria e gli imprenditori del Mezzogiorno?

«Lasciarli liberi. La Ripartenza mi ha insegnato che cosa significhi avere a che fare con alcune amministrazioni del Sud. Spesso tollerano le imprese, senza comprendere che gli stipendi di quelle amministrazioni vengono pagati dalle imprese che lavorano sul territorio. È una concezione della politica completamente statalista e assurda. Sono le imprese ad assumere, a portare ricchezza, sviluppo e anche welfare, perché il primo welfare è fatto dalle imprese. Se le amministrazioni non se ne rendono conto, sono davvero miopi».

L’Europa regolamenta l’IA mentre Stati Uniti e Cina corrono. Stiamo proteggendo i cittadini o stiamo frenando le imprese?

«È l’errore che pervade tutta la società occidentale. Prima di fare, vogliamo regolare. È una follia. Esattamente come prima tassiamo e poi cerchiamo di capire come creare reddito. È la stessa faccia della medaglia. Ed è il motivo per cui in Europa innovazione, Pil e ricerca sono ormai al lumicino».

Caso Ranucci: lui ha sostenuto che lei fosse contento per la sospensione delle repliche di Report.

«Mi auguro che Ranucci sappia fare le inchieste meglio di quanto sappia interpretare le mie Zuppe. Sarebbe bastato leggerle o ascoltarle per capire che, secondo me, ogni programma che viene chiuso rappresenta un problema, indipendentemente dal fatto che io possa condividerlo o meno».

Massimo Giletti ha detto che non sarebbe mai andato a cena con Lavitola perché pregiudicato. Lei ci andrebbe?

«Io mi siedo a cena con tutti i pregiudicati, se sono interessanti. Per me non esiste la categoria del pregiudicato: esiste quella dell’amico o del non amico. Trovo stucchevole questa polemica. Se una persona ha pagato ciò che doveva pagare con la giustizia, perché non sedersi a tavola con lei, se può essere interessante? Il vero punto è un altro: può essere interessante un pregiudicato come Lavitola?».

Tornerebbe a Bari con La Ripartenza oppure ha ormai voltato pagina?

«Adesso sono concentrato su Maratea, che rispetto a Bari presenta maggiori difficoltà nei collegamenti. La grande forza di Bari, oltre a tutto il resto, è che qualche amministratore del passato ha avuto la capacità di realizzare un aeroporto e un’infrastruttura da primo mondo. Conosco bene il valore di un aeroporto come quello pugliese, a un tiro di schioppo dalla città. Certo, se fossero liberalizzati anche i servizi di trasporto sarebbe ancora meglio».

L’undicesima edizione de La Ripartenza, la manifestazione ideata da Nicola Porro, si terrà a Maratea dal 17 al 19 luglio. Al centro degli incontri impresa, energia, infrastrutture, intelligenza artificiale e sviluppo del Mezzogiorno. La partecipazione è gratuita, con prenotazione obbligatoria sul sito ufficiale: www.laripartenza.it.