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Bari, l’imposta di soggiorno per voli diretti con l’Europa

Bari si prepara a un nuovo passo avanti nella strategia di crescita turistica. L’amministrazione comunale ha scelto di destinare parte dell’imposta di soggiorno ad Aeroporti di Puglia, con un protocollo d’intesa che sarà firmato lunedì nella sala giunta di Palazzo di Città. L’accordo punta a rafforzare i collegamenti aerei e a rendere più stabile l’arrivo…
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Los Angeles International Airport LAX runways after sunset looking West

Bari si prepara a un nuovo passo avanti nella strategia di crescita turistica. L’amministrazione comunale ha scelto di destinare parte dell’imposta di soggiorno ad Aeroporti di Puglia, con un protocollo d’intesa che sarà firmato lunedì nella sala giunta di Palazzo di Città. L’accordo punta a rafforzare i collegamenti aerei e a rendere più stabile l’arrivo di visitatori durante tutto l’anno, superando la tradizionale stagionalità dei flussi.

Il piano

Il Comune e Aeroporti di Puglia definiranno un piano congiunto per consolidare l’incoming attraverso una rete di voli più continuativa e competitiva. L’intesa rientra nel quadro delle linee operative che regolano l’utilizzo dei fondi derivanti dall’imposta di soggiorno e rappresenta un tassello importante nella strategia di promozione della città come meta culturale e urbana da vivere in ogni periodo.
L’iniziativa porterà Bari a essere la prima città italiana a utilizzare l’imposta di soggiorno per rendere annuali alcune rotte oggi attive solo in estate. I collegamenti con Bordeaux, Parigi, Lione e Belgrado saranno garantiti per tutto l’anno e, nel 2026, il piano prevede un ulteriore ampliamento della rete. Tra le ipotesi più rilevanti figura anche il potenziamento dei voli verso destinazioni di medio e lungo raggio, compresa la possibilità di un Bari–New York stabile, considerato strategico per turismo e scambi economici.

La firma

A sottoscrivere il protocollo saranno il sindaco Vito Leccese e il presidente di Aeroporti di Puglia Antonio Maria Vasile, affiancati dall’assessore al Turismo Pietro Petruzzelli, dal direttore dei progetti speciali Patrizio Summa e dal direttore commerciale aviation Nicola Lapenna.

Sul fronte del turismo, il dibattito cittadino resta acceso anche sul tema degli affitti brevi. I dati diffusi da Aigab offrono però un quadro meno allarmistico rispetto alle preoccupazioni degli ultimi mesi: a Bari le abitazioni totali sono 163.254, di cui oltre 106 mila occupate da residenti. Gli immobili in affitto lungo sono più di 29 mila, mentre quelli vuoti superano le 27 mila unità. Gli annunci attivi per affitti brevi su piattaforme come Airbnb, Booking ed Expedia sono 2.137, pari all’1,3% del patrimonio abitativo. Solo il 60% è disponibile tutto l’anno e il 22% viene affittato per meno di un terzo delle notti. La maggior parte, il 71%, è composta da monolocali, spesso localizzati nella città vecchia, con un tasso medio di occupazione del 68%.

Con il nuovo protocollo e un quadro più chiaro sul mercato ricettivo, Bari scommette su un turismo più strutturato, capace di sostenere l’economia locale senza dipendere dalle stagioni.

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