La geografia della prostituzione in città appare sempre più articolata e frammentata, capace di adattarsi ai quartieri, alle abitudini della clientela e cercare di sfuggire ai controlli delle forze dell’ordine. Un fenomeno sommerso che muta forma e linguaggio, ma che continua a essere ben presente nel tessuto urbano barese.
I falsi centri benessere
Nei quartieri di Carrassi, Picone, Poggiofranco e Quartierino, negli ultimi tempi, si registra una crescita dei cosiddetti centri benessere. Strutture che, almeno formalmente, sembra che offrano servizi di massaggi e trattamenti per il corpo, ma che in molti casi affiancano prestazioni di natura sessuale, proposte con modalità organizzate e pacchetti di fidelizzazione. L’offerta, secondo quanto emerge da diverse segnalazioni, si rivolge a una clientela eterogenea e comprende formule individuali e di gruppo, spesso pubblicizzate attraverso canali informali o piattaforme online.
Il sesso di strada
Diversa è la realtà della prostituzione su strada, che mantiene punti di riferimento ormai consolidati. In via San Giorgi si concentrano giovani ragazze, spesso appena maggiorenni, provenienti dai Paesi dell’Est Europa. Sul litorale sud, invece, in particolare nei pressi del ponte di San Giorgio e lungo le complanari dell’ultimo tratto della tangenziale, il fenomeno si manifesta soprattutto nelle ore serali e notturne, seguendo flussi automobilistici ben precisi. Le donne di origine nigeriana risultano invece presenti prevalentemente nella zona di Santa Caterina e nell’area dello stadio San Nicola. Qui la prostituzione femminile convive con un’offerta trasversale che coinvolge trans, travestiti e omosessuali, creando una sorta di controcanto notturno che si alimenta di segnali, soste improvvise e ammiccamenti tra auto in movimento.
Il sesso fatto in casa
Accanto alla strada, resiste e si rafforza il fenomeno degli «appartamenti del sesso», concentrati soprattutto nei quartieri Libertà, San Paolo, Palese, Santo Spirito e Madonnella. In questi contesti operano perlopiù donne provenienti dall’Est Europa e dall’Africa, che ricevono su appuntamento in abitazioni private, spesso difficili da individuare dall’esterno. Un capitolo a parte riguarda il mondo delle escort locali. Donne italiane, talvolta casalinghe o professioniste insoddisfatte, che operano in appartamenti situati in zone centrali e residenziali della città, spesso all’interno di condomini che ospitano studi legali, notarili e commerciali. Una scelta non casuale, che consente di mimetizzare il continuo via vai senza destare sospetti tra i residenti.
Gli scambi
Infine, esiste un sottobosco ancora più difficile da intercettare: quello dello scambio di coppia a pagamento e delle pratiche sessuali più estreme, organizzate in abitazioni private sparse su tutto il territorio urbano. La clientela viene reclutata quasi esclusivamente online, attraverso siti di incontri dedicati, rendendo il fenomeno ancora più opaco e complesso da monitorare. Un mosaico di situazioni diverse che restituisce l’immagine di una città attraversata da molteplici forme di mercato sessuale, spesso invisibili di giorno, ma profondamente radicate nelle sue notti.










