È l’architetto Anita Guarnieri la nuova direttrice del Castello Svevo di Bari. L’incarico, di durata quadriennale, le è stato conferito a seguito dell’ultima selezione pubblica internazionale indetta dal ministero della Cultura.
In organico nello stesso ministero dal 2010, Guarnieri è stata prima al Segretariato regionale, poi alla guida del Castello Svevo di Trani, dal 2021 ha infine ricoperto il ruolo di dirigente della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio (Abap) per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia.
PhD in Conservazione dei Beni architettonici all’Università degli Studi “Gabriele D’Annunzio” di Chieti-Pescara, con incarichi di ricerca ricoperti al Politecnico di Milano, la neo dirigente vanta una consolidata esperienza scientifica e competenze tecniche.
È stata referente ministeriale per la redazione del Piano paesaggistico territoriale regionale della Puglia (Pptr). Ha svolto numerosi incarichi di Rup, progettazione e direzione lavori nell’ambito di lavori pubblici, tra i più rilevanti: il Kursaal Santalucia e il Mercato del pesce a Bari, il Parco archeologico di Monte Sannace a Gioia del Colle, Castel del Monte, il Castello Svevo di Trani, il Museo nazionale archeologico di Manfredonia, la Tomba della Medusa e l’annesso Museo ad Arpi.
Più di recente ha coordinando vari interventi nell’ambito del piano strategico “Grandi progetti Beni culturali” e del Pnrr, tra cui il futuro Museo nazionale di Foggia e la tutela e manutenzione programmata delle aree archeologiche di Canosa di Puglia. Ha curato e collaborato alla realizzazione di allestimenti e mostre come quella inaugurata al Palazzo della Marra a Barletta, intitolata “Ricerca e tutela nella Pinacoteca Giuseppe De Nittis. Scoperte e Prospettive”.
«È un grande onore e insieme una grande responsabilità rivestire un ruolo così prestigioso e strategico per l’intera regione», afferma Guarnieri. «Sono qui – annuncia – per proseguire l’opera di valorizzazione dei miei predecessori, concentrandomi da un lato sulla sinergia istituzionale e quindi sulla creazione di una rete territoriale integrata, dall’altro sul coinvolgimento sempre più ampio della comunità in un processo costante di dialogo e progettazione partecipata. Mi piace pensare a Musei, Castelli e Parchi archeologici come a spazi di confronto dal ricco valore sociale oltre che culturale, centri di elaborazione e di condivisione di conoscenza, luoghi di narrazione accessibili e inclusivi, capaci di dare voce al patrimonio e di offrire esperienze diversificate», conclude.










