Erano appena arrivati al porto di Bari dalla Grecia ed erano pronti ad essere messi in vendita gli oltre 78mila prodotti – tra articoli elettronici e di bigiotteria di origine cinese – sequestrati dalla Guardia di finanza e dal personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nello scalo del capoluogo pugliese.
Gli operatori hanno sottoposto a controllo un tir che trasportava merce accompagnata da documentazione che indicava la presenza di prodotti di varia tipologia destinati al mercato nazionale.
Dai successivi approfondimenti, è emerso che gli stessi prodotti non erano conformi agli standard di sicurezza previsti dalla normativa europea.
Gli articoli elettronici, in particolare, non rispettavano i requisiti di sicurezza e avrebbero potuto comportare rischi di varia natura: scosse elettriche, surriscaldamenti, cortocircuiti e incendi, con possibili conseguenze, anche gravi, per le persone e per gli ambienti in cui vengono utilizzati.
I prodotti di bigiotteria, invece, avrebbero potuto contenere o rilasciare sostanze pericolose, quali metalli in concentrazioni non consentite, con possibili effetti nocivi per la salute, tra cui irritazioni cutanee e reazioni allergiche.
Al termine del controllo, l’intero carico è stato sequestrato e il responsabile è stato denunciato all’Autorità giudiziaria per immissione sul mercato di prodotti pericolosi.