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Bari, infiltrazioni minacciano la chiesa dei Carmelitani al Libertà: i frati chiedono aiuto

«Umidità e salsedine si sono trasformati in ruggine e macchie e ora serve intervenire a livello strutturale», l’appello del parroco

Bari, infiltrazioni minacciano la chiesa dei Carmelitani al Libertà: i frati chiedono aiuto

Servono oltre 200mila euro per ristrutturare la chiesa dei Carmelitani scalzi, dedicata alla Madonna del Carmelo, che si trova nel quartiere Libertà a Bari e che è segnata dalle “ferite” provocate dallo scorrere del tempo.

Nella piccola cappella si prega ai piedi di una Vergine il cui capo è contornato da una aureola e macchie di umidità, mentre la statua di Santa Rita ha alle spalle un muro mangiucchiato dalle infiltrazioni.

La parrocchia si regge sulla fede di chi anima il quartiere Libertà e, nel tempo, «ha subito un deterioramento non solo per la mancanza di manutenzione ordinaria ma anche per la vicinanza al mare: umidità e salsedine si sono trasformati in ruggine e macchie e ora serve intervenire a livello strutturale con dei lavori che possano ridarle bellezza e sicurezza», dice fra Pablo Andrés Rodriguez, parroco della chiesa.

Lui assieme ai giovani che animano la comunità parrocchiale, ha organizzato mercatini e incontri, momenti di riflessione e concerti. «Ne abbiamo fatto uno qualche giorno fa – racconta – che mi ha fatto sorridere perché uno dei ragazzi mi ha riferito che “abbiamo detto che l’ingresso per assistere allo spettacolo musicale era gratuito ma non l’uscita” e così si sono posizionati con i cestini delle offerte raccogliendo pochi ma provvidenziali spiccioli».

La chiesa della Madonna del Carmelo è ora un edificio storico perché la posa della prima pietra risale a 70 anni. È stata progettata da Enrico Del Debbio, architetto e tra i maggiori protagonisti dell’architettura razionalista del Novecento, ma adesso serve ristrutturarla in ogni sua parte, compreso il campanile che è circondato dal nastro rosso e bianco. «La chiesa per il quartiere è casa, chiunque qui ha trovato sempre una mano tesa, una porta aperta e adesso serve l’aiuto di tutti per rimetterla in sesto», conclude il parroco.