Le speranze di ritrovare in vita la famiglia Cuomo sono sfumate nella notte italiana. I soccorritori a Caracas hanno recuperato i corpi senza vita di Enzo Cuomo, 63 anni, della moglie Trini, 53 anni, e della figlia Isabella, di 22. Erano sepolti sotto le macerie dell’edificio Petunia, nel quartiere residenziale di Los Palos Grandes, spazzato via dalle violentissime scosse di magnitudo 7.2 e 7.5 che hanno devastato il Venezuela.
La famiglia, originaria di Laviano (Salerno), abitava all’ultimo dei quattordici piani di un palazzo considerato tra i più sicuri dell’area: sopravvissuto al sisma del 1967, era stato adeguato con interventi antisismici che però nulla hanno potuto contro la furia del recente terremoto. Enzo era un architetto stimato a Caracas, noto anche per la sua abitudine di dar da mangiare ai grandi pappagalli Ara sul tetto del palazzo. Con la moglie coltivava i sogni della figlia Isabella, studentessa universitaria appassionata di moda italiana. A Milano vivono gli altri membri della famiglia: il fratello di Enzo, Gerardo, e il figlio Carlo Francesco, che in queste ore si prepara a partire per il Venezuela.
La tragedia di questa famiglia italo-venezuelana è legata a un doppio, tragico filo del destino. Dal 1980 al 2026, la storia dei Cuomo si è intrecciata fatalmente con i terremoti. Nel devastante sisma che colpì la Campania nel 1980, Laviano fu uno dei comuni più martoriati con 330 vittime. Tra queste vi furono proprio i nonni di Enzo e Gerardo Cuomo, Filomena Piserchia e Gerardo Nicola Cicoria. Anch’essi emigranti in Venezuela, erano tornati in Italia per poi morire sotto le macerie della propria casa. La madre si salvò solo perché era già ripartita per Caracas. Oggi, a distanza di quarantasei anni, la stessa sorte ha unito tre generazioni oltreoceano.
