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Il progetto sugli stadi di Vaughn-Leone verso il “pubblico interesse”, Bari sogna la nomination

La conferenza di servizi si avvia alla chiusura. Con l’approvazione del piano, verrebbe revocato il bando quinquennale per la gestione del San Nicola

Il progetto sugli stadi di Vaughn-Leone verso il “pubblico interesse”, Bari sogna la nomination
L’imprenditore americano Greg Vaughn con la moglie Paola Leone il 6 ottobre scorso a Palazzo di Città

L’iter procedurale aperto dal Comune di Bari per esaminare il progetto sugli stadi firmato dalla coppia italo-americana Vaughn-Leone sta bruciando le tappe. Entro una manciata di giorni verrà chiusa la conferenza di servizi preliminare convocata per esaminare la proposta di partenariato pubblico privato presentata ufficialmente a Palazzo di Città lo scorso 23 settembre, finalizzata alla rigenerazione e alla gestione del San Nicola e dello stadio della Vittoria, con un investimento complessivo sugli impianti di 248 milioni di euro. Sullo sfondo c’è naturalmente la candidatura di Bari agli Europei del 2032, resa possibile, come evidenziato dal sindaco Vito Leccese, grazie allo slancio ricevuto dal progetto di Stadio&Co, società di scopo riconducibile all’imprenditore di Seattle.

Il punto

I lavori della conferenza di servizi preliminare che, ai sensi del decreto legislativo 38 del 2021 si sarebbero dovuti concludere entro 60 giorni dalla prima convocazione, avvenuta lo scorso 6 ottobre in Comune, termineranno quasi nella metà del tempo. Al massimo entro la prossima settimana è atteso il verbale di chiusura che, secondo indiscrezioni raccolte da L’Edicola, dichiarerà il pubblico interesse. Si tratta di un step cruciale anche nell’ottica di Euro 2032, consentendo un’ulteriore accelerazione delle procedure previste con l’obiettivo di rispettare i termini stabiliti dall’Uefa per la cantierizzazione delle opere. Non è un caso che già nel documento di fattibilità delle alternative progettuali, corredato da PEF, i promotori abbiano indicato la posa della prima pietra entro marzo 2027.

E ora?

Una volta dichiarato il pubblico interesse, Stadio&Co dovrà presentare al Comune di Bari un progetto di fattibilità tecnica ed economica, con in allegato una bozza di convenzione dove siano specificati anche i criteri generali dei servizi e della gestione e un piano economico-finanziario asseverato. Proprio in merito a quest’ultimo punto sta avendo un ruolo cruciale Deloitte, azienda internazionale di consulenza alla quale la coppia Vaughn-Leone ha affidato l’esame del PEF preliminare. In questa fase verranno chieste le garanzie finanziarie promesse da Stadio&Co sull’investimento di 200 milioni, «promosso e finanziato da capitale privato unitamente al fondo californiano Sixth Street quale partner di capitale istituzionale». Una volta inviato il progetto definitivo il Comune di Bari avrà due settimane di tempo per convocare la conferenza di servizi decisoria, nel rispetto dei termini fissati dal decreto lgs. 38/2021, che dovrà portare all’approvazione entro 120 giorni.

La gara

Il progetto di fattibilità tecnico-economica approvato, verosimilmente dopo un passaggio in Consiglio comunale, sarà posto a base di una procedura pubblica di affidamento. Alla gara è invitato anche il soggetto proponente (Stadio&Co). Il bando specifica che il promotore, nell’ipotesi in cui non risulti aggiudicatario, può esercitare il diritto di prelazione entro 15 giorni dall’aggiudicazione definitiva. L’effetto di tutti questi passaggi sarà inevitabilmente la revoca del bando per l’affidamento quinquennale del San Nicola, che vede come unico partecipante la Ssc Bari.

La missione romana

Sul tavolo dell’incontro istituzionale avvenuto a Roma il 21 ottobre, tra il ministro dello Sport Andrea Abodi, il sindaco di Bari Vito Leccese e i parlamentari Melchiorre (FdI), Lacarra (Pd) e Dell’Olio (M5S), focalizzato sulla corsa di Bari a Euro 2032 e la multiproprietà, si è sondato il terreno anche per una richiesta di impegno economico, in relazione alla copertura pubblica dell’investimento prevista da Stadio&Co, pari a 50 milioni di euro. La richiesta rientra nell’ambito delle prerogative previste anche in questo caso dal d.lgs. 38/21 che oltre a prevedere una semplificazione tecnico-amministrativa concede ai promotori la possibilità di accedere alle soluzioni di finanziamento offerte dal Credito Sportivo, che vede tra gli azionisti oltre al Ministero dell’Economia (che detiene una quota di maggioranza), anche il Ministero dello Sport. In sostanza Bari sta apparecchiando la tavola, adornandola di tutto punto. La speranza coltivata nei corridoi di Palazzo di Città è che tutta la mole di lavoro, insieme al rispetto dell’iter procedurale, porti alla nomination del San Nicola in vista di Euro 2032.