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Bari, il bando di gara per lo Stadio del Nuoto in fase di studio. La Lega: «Lasciato morire lentamente»

Bari, il bando di gara per lo Stadio del Nuoto in fase di studio. La Lega: «Lasciato morire lentamente»

Lo Stadio del Nuoto di Bari torna al centro del dibattito politico cittadino tra accuse di degrado e i tentativi dell’amministrazione per la messa a punto di un nuovo piano di gestione dell’impianto. Da un lato la Lega attacca il Comune parlando di una struttura lasciata «morire lentamente», dall’altro Palazzo di Città prova ad accelerare sull’aggiornamento del Piano economico finanziario, funzionale all’elaborazione del nuovo bando di gara della struttura. Il Comune ha inoltre assicurato la volontà di non interrompere le attività dello Stadio del Nuoto durante il percorso verso il nuovo bando, sottolineando la valenza sociale dell’impianto e il suo impatto sul benessere della comunità barese.

La polemica è stata rilanciata dai consiglieri comunali Giuseppe Carrieri e Livio Sisto, che denunciano condizioni «estremamente degradate» dello Stadio del Nuoto. Secondo la Lega, su tre grandi piscine soltanto una sarebbe oggi attiva, mentre il resto dell’impianto risulterebbe vecchio, parzialmente inagibile e trascurato da anni. Da qui la richiesta di investire nella riqualificazione completa della struttura, partecipando anche al bando del Ministero dello Sport da 1,5 milioni di euro destinato agli impianti comunali.

Proprio sul futuro della struttura si è svolta in mattinata un’audizione nella Commissione consiliare Bilancio e Fiscalità locale, Sviluppo locale e Blue Economy, Aziende partecipate. Presenti il capo di gabinetto del sindaco, Nicola Dentamaro, e il consulente tecnico Giacomo Tedesco, incaricato di elaborare il nuovo Pef propedeutico alla pubblicazione della gara. Al centro dell’incontro i costi di gestione dell’impianto, in particolare utenze energetiche, Tari e ricavi dei servizi offerti. Dentamaro ha spiegato che l’aggiornamento del piano si è reso necessario a causa dell’aumento straordinario dei costi energetici e delle conseguenze lasciate dalla pandemia, fattori che negli ultimi anni avrebbero impedito una gestione ordinaria della struttura. Il consulente tecnico ha confermato che sono già stati richiesti agli uffici gli aggiornamenti sulle tariffe di luce, gas e rifiuti per rendere il nuovo Pef sostenibile e competitivo per i futuri operatori.