«Se non si interviene rapidamente con risorse adeguate e una visione chiara per il futuro, non potremo trarre altra conclusione se non questa: a questa proprietà non interessa davvero il destino sportivo della squadra o il rispetto dei tifosi, e che l’unica prospettiva sarà quella di una umiliante retrocessione, con tutte le conseguenze, emotive ed economiche che ne deriverebbero per la nostra comunità. Questo è un esito che Bari, i suoi cittadini e i suoi tifosi non meritano, né sotto il profilo sportivo, né sotto quello del valore simbolico che la maglia biancorossa rappresenta per la città». Un duro intervento quello del sindaco di Bari, Vito Leccese, dopo l’ennesima sconfitta del Bari che ieri ha affrontato in casa la Juve Stabia e che si trova al penultimo posto della classifica di Serie B.
«La squadra di calcio di una città non è un bene privato come gli altri – rileva Leccese – È un patrimonio collettivo che rappresenta l’orgoglio, la passione e l’identità di una comunità intera. Come sindaco di Bari non posso restare indifferente davanti a una situazione che sta umiliando la passione di un’intera città e mettendo a rischio un patrimonio sportivo e sociale che appartiene a tutti noi». Pur non entrando in questioni tecniche, Leccese parla di «errori gestionali» compiuti durante il campionato e rileva che «i risultati sul campo e il clima di profonda insoddisfazione della tifoseria testimoniano una stagione drammatica sotto ogni punto di vista sportivo».
Da qui l’invito a «provare a risalire la china» investendo «seriamente sul mercato di gennaio per rinforzare la squadra e dare nuova linfa a un progetto calcistico che oggi appare sfilacciato e senza direzione chiara. Si è perso già troppo tempo. Del resto le dichiarazioni dello stesso presidente del club (Luigi De Laurentiis) hanno indicato chiaramente l’importanza di investimenti per ottenere risultati e riaccendere passioni. Ma dalle parole bisogna passare ai fatti».









