C’è anche il 22enne Eugenio Palermiti, nipote omonimo del capo clan del quartiere Japigia di Bari – coinvolto anche nell’indagine antimafia sulla sparatoria nella discoteca di Molfetta in cui, la notte tra il 21 e il 22 settembre del 2024, fu uccisa per errore la 19enne Antonella Lopez – tra i sette giovani arrestati oggi dalla squadra mobile di Bari con le accuse, contestate a vario titolo, di detenzione e porto in luogo pubblico di un’arma comune da sparo, minacce, violenza, resistenza a pubblico ufficiale aggravati dal metodo mafioso.
Gli indagati, stando a quanto emerso nel corso delle indagini, avrebbero anche tentato di entrare senza biglietto al concerto di Gigi D’Alessio, la sera del 24 novembre del 2024 nel Palaflorio di Bari, minacciando i poliziotti all’ingresso.
Palermiti e altri quattro avrebbero tentato di forzare gli ingressi al palazzetto minacciando gli agenti con frasi come «noi abbiamo già parlato, voi vi dovete togliere, guadagnate solo lo stipendio, perché vi dovete mettere in mezzo» e, ancora, «fateci entrare, sennò il palazzetto va a terra, fateci entrare e non succede niente, altrimenti ora siamo costretti a fare il macello, perché comunque dobbiamo entrare».
Al diniego dei poliziotti, il gruppo avrebbe reagito non solo con minacce verbali ma anche lanciando bicchieri di birra e sputi contro di loro e contro i carabinieri che vigilavano su uno dei cancelli, strattonando un militare per sottrarsi al controllo, per poi minacciare di morte i poliziotti: «Lo sapete che se ci armiamo noi facciamo noi contro a voi e vediamo chi ne ha di più di pistole, scoppia la guerra stasera, vi spacchiamo il palazzetto».
Oltre al nipote del boss, la gip Valeria Isabella Valenzi ha disposto il carcere anche per il 24enne Gianmarco Ceglie, il 22enne Francesco Crudele, il 24enne Michele Luciani, il 30enne Savino Parisi (nipote omonimo dell’altro boss di Japigia), il 24enne Christian Signorile e il 23enne Vito Spiconardo.
