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Bari, anni di botte e umiliazioni all’ex compagna anche davanti ai figli: 57enne condannato a 3 anni di carcere

Un incubo domestico durato oltre cinque anni, fatto di violenze fisiche, vessazioni psicologiche e umiliazioni subite persino davanti agli occhi innocenti dei figli minorenni. Nelle scorse ore, il Tribunale di Bari ha messo un punto fermo su questa drammatica vicenda, condannando un 57enne barese a tre anni e un mese di reclusione per i reati…
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Un incubo domestico durato oltre cinque anni, fatto di violenze fisiche, vessazioni psicologiche e umiliazioni subite persino davanti agli occhi innocenti dei figli minorenni. Nelle scorse ore, il Tribunale di Bari ha messo un punto fermo su questa drammatica vicenda, condannando un 57enne barese a tre anni e un mese di reclusione per i reati di maltrattamenti e lesioni nei confronti dell’ex compagna. L’uomo (difeso dall’avvocato Gianluca Loconsole) è stato invece assolto dall’accusa di stalking.

La sentenza ricalca quasi interamente la richiesta formulata dalla Pubblica Ministero, Chiara Giordano, che per l’imputato aveva invocato una pena di tre anni e quattro mesi.

L’inizio dell’incubo

Secondo quanto ricostruito dalle indagini e dal drammatico racconto della vittima, le violenze sarebbero iniziate nel 2017, ad appena quattro mesi dalla nascita del figlio della coppia, per poi cronicizzarsi nel periodo tra il 2018 e il 2023. Schiaffi, spinte contro i mobili e aggressioni verbali sistematiche: «La nostra relazione si era trasformata in una litigata continua, condita da offese pesanti nei miei confronti come per esempio “Non sei una buona madre, non sei buona a nulla”», ha messo a verbale la donna in sede di denuncia.

Il livello di brutalità toccò il culmine nel 2019 quando l’uomo, al culmine dell’ennesima lite, le lanciò addosso la culla del figlio, colpendola in pieno all’occhio destro. Un episodio grave che, tuttavia, non portò a una denuncia immediata: «Non sono andata in ospedale per paura di ripercussioni da parte del mio ex compagno e perché credevo che sarebbe cambiato», ha spiegato la vittima agli inquirenti, descrivendo la tipica spirale psicologica in cui sprofondano molte donne maltrattate.

Le violenze sono andate avanti fino all’ottobre del 2023, momento in cui la donna ha trovato la forza di interrompere definitivamente la convivenza. Nel 2024 è scattata la denuncia formale che ha fatto partire l’inchiesta. Nel fascicolo del processo, a corroborare le accuse per il reato di lesioni, è finito anche un referto del pronto soccorso risalente al 2022, prova documentale delle percosse subite prima della definitiva rottura.

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