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Bari, al Policlinico un doppio intervento mininvasivo salva la vita a una paziente di 67 anni

Due patologie sono state trattate nella stessa seduta operatoria, evitando i rischi di un intervento tradizionale a cuore aperto

Bari, al Policlinico un doppio intervento mininvasivo salva la vita a una paziente di 67 anni

Al Policlinico di Bari è stato eseguito con successo un doppio intervento mininvasivo percutaneo su una paziente di 67 anni, affetta da una severa stenosi della valvola aortica e da una grave malattia coronarica.

Le due patologie sono state trattate simultaneamente nella stessa seduta operatoria, evitando i rischi di un intervento tradizionale a cuore aperto.

Il quadro clinico della donna, costretta su una sedia a rotelle, era estremamente complesso. Ai gravi fattori di rischio cardiovascolare – tra cui ipertensione arteriosa, dislipidemia, diabete mellito complicato e obesità – si sommavano diverse comorbidità.

«Il caso è stato valutato nell’ambito del percorso multidisciplinare dedicato alle cardiopatie strutturali», spiega Marco Ciccone, direttore dell’Unità operativa complessa di Cardiologia universitaria del Policlinico di Bari. «Considerato l’elevatissimo rischio operatorio legato alle condizioni cliniche della paziente e, in particolare, ai rischi connessi all’impiego della circolazione extracorporea espresso dai cardiochirurghi, abbiamo deciso di non procedere con il tradizionale intervento di sostituzione della valvola aortica associato a bypass aorto-coronarico».

L’équipe della Cardiologia universitaria e dell’Emodinamica ha quindi scelto una strategia interamente mininvasiva. Attraverso un approccio percutaneo, i medici hanno effettuato nella stessa sessione l’angioplastica coronarica e l’impianto transcatetere di una protesi valvolare aortica biologica (Tavi).

La procedura ha richiesto un altissimo livello di precisione a causa di un’ulteriore anomalia anatomica emersa durante la preparazione. «L’intervento è risultato ancora più impegnativo perché la Tac pre-procedurale, eseguita come previsto nella pianificazione della Tavi, ha evidenziato una bicuspidia della valvola aortica, una malformazione congenita caratterizzata dalla presenza di due lembi valvolari anziché tre, condizione che rende la procedura tecnicamente più complessa» precisa Filippo Masi, dirigente medico responsabile dell’Emodinamica.

Nonostante le difficoltà, entrambe le operazioni sono state portate a termine secondo i piani. La paziente ha mostrato un rapido recupero clinico ed è già potuta rientrare a casa.