In città e in provincia gli affitti si trasformano in un business parallelo per chi sa muoversi nel mercato nascosto delle locazioni per escort. I proprietari non guadagnano solo dagli affitti diretti, ma anche dalle segnalazioni: chi indica, infatti, alle organizzazioni un altro appartamento disponibile riceve una percentuale, creando una rete che si autoalimenta.
I fitti, già alti in città, possono così quadruplicare: si passa dai circa 600 euro al mese di un appartamento tradizionale fino a 600 euro a settimana, soprattutto, nelle zone più centrali , residenziali o ben collegate. Le abitazioni coinvolte sono spesso finti e abusivi B&B o appartamenti in palazzi residenziali discreti, scelti per la posizione e la privacy. Le donne che vi soggiornano sono per lo più asiatiche dell’Est, con l’eccezione non tanto sporadica di alcune studentesse o casalinghe italiane che non disdegnano la professione.
La gestione di questa rete avviene in gran segreto: i proprietari sanno a chi affittano e spesso non pongono domande, garantendo riservatezza totale. «Nessuno ci rompe. Il padrone di casa lo sa e tutto funziona attraverso passaparola», spiega una delle donne più attive dell’organizzazione del piacere di origine filippina. La rete, infatti, si basa sul contatto diretto tra chi possiede immobili e chi li cerca, moltiplicando le opportunità e rendendo più redditizio l’affitto di appartamenti che altrimenti rimarrebbero vuoti o verrebbero locati a prezzi decisamente inferiori.
Il fenomeno mette in luce una contraddizione urbana: mentre tante famiglie faticano a trovare una casa a prezzi sostenibili, questo mercato parallelo prospera grazie alla discrezione dei proprietari e alla domanda delle escort. È una realtà poco visibile ma strutturata, dove gli immobili diventano un vero e proprio investimento redditizio, e il passaparola alimenta una rete che si espande di giorno in giorno. Le autorità, sebbene consapevoli della situazione, faticano a intervenire senza violare la privacy o le norme sugli affitti regolari. Nel frattempo, il circuito continua a muoversi tra appartamenti, B&B e annunci mirati, tra il centro città e le zone più tranquille, con un sistema di guadagni che sfida le regole tradizionali del mercato immobiliare barese.










