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Bari, affitti alle stelle: studenti dell’Udu in piazza contro il carovita

Domani mattina, a partire dalle ore 10, gli attivisti dell’Unione degli Universitari (Udu) daranno vita a un sit-in di protesta davanti all’ingresso dell’Ateneo “Aldo Moro” in piazza Cesare Battisti

Bari, affitti alle stelle: studenti dell’Udu in piazza contro il carovita

Stanze sempre più costose, offerta abitativa erosa dal boom delle locazioni turistiche e posti alloggio pubblici del tutto insufficienti a coprire il fabbisogno. Con queste premesse la popolazione universitaria barese torna a mobilitarsi per denunciare l’impatto insostenibile del carovita sulle famiglie e sui fuorisede. Domani mattina, a partire dalle ore 10, gli attivisti dell’Unione degli Universitari (Udu) daranno vita a un sit-in di protesta davanti all’ingresso dell’Ateneo “Aldo Moro” in piazza Cesare Battisti.

Al centro della mobilitazione vi sono numeri che certificano una vera e propria emergenza abitativa nel capoluogo. «Nell’ultimo anno il canone medio per una stanza singola a Bari ha registrato un’impennata del 13%, toccando una media di 426 euro al mese», spiega la coordinatrice dell’Udu Bari, Sahar Locaputo. Un rincaro alimentato in misura determinante dalla proliferazione dell’extralberghiero: «Negli ultimi sette anni gli affitti brevi sono aumentati del 250%, sottraendo immobili residenziali al mercato e rendendo la ricerca di un tetto una vera e propria corsa a ostacoli».

Il quadro è ulteriormente aggravato dalle lacune sul fronte del welfare studentesco. Secondo il sindacato studentesco, l’Adisu Puglia riesce attualmente a soddisfare meno della metà delle domande di alloggio presentate dagli aventi diritto. A ciò si aggiunge l’allarme per le dichiarazioni del presidente della Regione, Antonio Decaro, circa il rischio di una mancata copertura totale delle borse di studio a partire dal prossimo anno accademico.

La piattaforma di rivendicazioni rivolta a viale Capruzzi è articolata: l’Udu chiede l’immediata calendarizzazione e discussione di una legge regionale per porre un freno alla deregulation delle locazioni turistiche brevi, lo sblocco dei cantieri delle residenze universitarie tuttora incompiute o sospese e un’azione di forte pressione nei confronti del governo nazionale per vincolare risorse strutturali al diritto allo studio.

«Occorre un cambio di rotta radicale — conclude la sigla universitaria —. Di fronte a una manovra di bilancio improntata all’austerità e a stanziamenti pluriennali da circa 14 miliardi destinati al riarmo, è doveroso dirottare le risorse pubbliche verso le vere priorità sociali del Paese: scuola, didattica, università pubblica e sostegno agli studenti».