Mercoledì 14 Ottobre 2026 🌤️ 19°C
Home » Puglia » Pensioni, il divario territoriale: in Puglia fino a 2.300 euro in meno all’anno rispetto alla media nazionale

Pensioni, il divario territoriale: in Puglia fino a 2.300 euro in meno all’anno rispetto alla media nazionale

La denuncia dello Spi Cgil Puglia che evidenzia come le ricadute su donne, anziani soli e lavoratori a basso reddito gravati da costi sanitari

Pensioni, il divario territoriale: in Puglia fino a 2.300 euro in meno all’anno rispetto alla media nazionale
Michele Tassiello, segretario generale dello Spi Cgil Puglia

Le pensioni continuano a perdere terreno nei confronti dell’inflazione, costringendo un numero crescente di anziani a rateizzare perfino la spesa alimentare quotidiana.

A livello nazionale, il costo del carrello della spesa è aumentato del 24% dal 2021, ma la risposta previdenziale evidenzia un marcato divario territoriale: in Puglia, i pensionati percepiscono in media oltre 2.300 euro all’anno in meno rispetto alla media del Paese, con il 60% degli assegni regionali che si attesta sotto gli 800 euro mensili.

I dati dell’Osservatorio Inps aggiornati al 1° gennaio 2026 mostrano che in Puglia risultano in pagamento 1.444.469 pensioni (il 6,9% del totale nazionale), con un importo medio mensile lordo di 1.090,28 euro, contro la media italiana di 1.283,75 euro. Complessivamente, in Italia le prestazioni vigenti toccano quota 21.257.999, in crescita dello 0,6% rispetto alle 21.141.991 dello scorso anno. Un divario economico e sociale figlio di retribuzioni storicamente più basse, precarietà, carriere discontinue e penalizzazioni di genere.

«Per i pensionati, in particolare per quelli che vivono con assegni bassi o medio-bassi, questa difficoltà è diventata una questione sociale che non può essere ignorata», dichiara il segretario generale dello Spi Cgil Puglia, Michele Tassiello, evidenziando le ricadute su donne, anziani soli e lavoratori a basso reddito gravati da costi sanitari e assistenziali.

«La rivalutazione delle pensioni non è un regalo dello Stato, né un aumento straordinario concesso a una categoria», aggiunge Michele Tassiello. «È lo strumento che dovrebbe proteggere il valore reale della pensione dall’aumento dei prezzi. Quando viene ridotta, il danno non riguarda soltanto l’anno in cui si applica il taglio: una base pensionistica più bassa produce effetti anche sulle rivalutazioni successive, compromettendo nel tempo il potere d’acquisto».

Per arginare l’emergenza, i sindacati dei pensionati chiedono un meccanismo di perequazione stabile, l’estensione della quattordicesima e tutele ad hoc per le donne.