Il futuro della gestione dello stadio San Nicola si decide nelle stanze del Tribunale Amministrativo Regionale, aprendo un nuovo fronte di tensione per il calcio cittadino. I giudici del Tar Puglia si sono infatti riservati di decidere sulla richiesta di sospensione d’urgenza della gara d’appalto indetta dal Comune di Bari per l’affidamento quinquennale dell’impianto sportivo. All’orizzonte si profila uno scontro a tre: da un lato l’azienda ricorrente, dall’altro l’amministrazione comunale e la Ssc Bari, schierate insieme per chiedere il rigetto del ricorso.
La procedura di gara, i cui termini di presentazione sono scaduti lo scorso 18 giugno, ha visto la partecipazione di un unico concorrente: la Ssc Bari della famiglia De Laurentiis. Una candidatura che arriva in un momento già delicatissimo per il club biancorosso, finito proprio in queste ore al centro di un’inchiesta della Procura per una presunta bancarotta.
«Asimmetria sui concerti estivi»
A bloccare l’iter di aggiudicazione è stata l’impugnazione del bando promossa dalla società La Lucente. Davanti ai giudici amministrativi, i legali dell’azienda hanno ribadito la richiesta di congelare la gara, sostenendo che le condizioni di partenza non fossero paritarie per tutti i potenziali concorrenti.
Secondo la tesi del ricorrente, la Ssc Bari avrebbe goduto di un oggettivo ed enorme vantaggio competitivo derivante da una programmazione di grandi eventi e concerti già blindata per l’estate, della quale non vi era però alcuna traccia formale nei documenti ufficiali del bando. Il riferimento è ai mega-live di artisti del calibro di Vasco Rossi, Eros Ramazzotti, Max Pezzali e Tiziano Ferro, eventi capaci di generare introiti milionari e di alterare i piani economici di gestione dello stadio.
La difesa di Comune e Club
Di parere diametralmente opposto la difesa del Comune di Bari e della stessa Ssc Bari. I legali delle due istituzioni hanno fatto muro, sollecitando il Tar a respingere l’istanza cautelare.
Oltre a difendere la regolarità delle carte, Comune e club hanno sollevato una questione preliminare di natura formale: la tardività del ricorso. Secondo i resistenti, infatti, La Lucente avrebbe dovuto contestare le clausole ritenute penalizzanti prima della naturale scadenza del bando, e non attendere la chiusura dei termini di partecipazione. La palla passa ora ai magistrati del Tar, il cui verdetto sulla sospensiva scriverà il prossimo capitolo sulla gestione della più importante struttura sportiva della città.
