Il Tribunale civile di Bari ha condannato i vertici dell’allora Banca Popolare di Bari (oggi BdM) – tra cui Marco Jacobini, ex presidente, e il figlio Gianluca, ex vicedirettore generale – insieme a 11 ex amministratori, tre ex sindaci e la società di revisione PricewaterhouseCoopers, al pagamento di circa 122 milioni di euro per la gestione che ha portato al crac dell’istituto.
Come scrive Gazzetta del Mezzogiorno, la responsabilità principale riguarda l’operazione con il Gruppo Maiora, esposta per 160 milioni, in cui Jacobini senior e junior e l’ex ad Giorgio Papa non avrebbero contrastato prassi imprudenti e distorsioni informative, nascondendo rischi ai consiglieri non esecutivi.
La condanna riguarda anche l’uso di tecniche contabili per mascherare l’esposizione reale, che ha portato alla crisi patrimoniale emersa con l’amministrazione straordinaria del 2019, segnando un “rapporto duraturo” di gestione impropria e responsabilità diretta dei vertici della banca.










