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Presunti appalti truccati nell’Asl Bari, la Procura insiste sulle misure cautelari per dieci indagati

Dopo gli interrogatori preventivi, il pm aggiorna le contestazioni e ribadisce le richieste, che sono state annullate per tre posizioni

Presunti appalti truccati nell’Asl Bari, la Procura insiste sulle misure cautelari per dieci indagati
(Foto di repertorio)

La Procura di Bari rilancia sulle misure cautelari nell’inchiesta sui presunti intrecci corruttivi legati agli appalti dell’Asl. Dopo gli interrogatori preventivi degli indagati, il pubblico ministero Claudio Pinto ha reiterato le richieste nei confronti di dieci persone, ricorrendo alla formula dell’«attualizzazione delle contestazioni».

Per altre tre posizioni, invece, ha chiesto che vengano meno le misure precedentemente sollecitate. La nuova memoria, integrata con le informative della Guardia di finanza del 6 e 16 ottobre 2026, punta a dimostrare la persistenza delle esigenze cautelari sulla base delle attività tuttora svolte dagli indagati e dei rapporti economici ancora in essere tra alcune imprese e l’azienda sanitaria.

Le contestazioni comprendono presunte tangenti, favori agli imprenditori, affidamenti pilotati e liquidazioni accelerate. Tra gli episodi ricostruiti dagli investigatori figurano una vetrata panoramica del valore di 10mila euro che sarebbe stata installata nell’abitazione di un funzionario pubblico e prestazioni edilizie per circa 9.500 euro destinate a un altro dipendente dell’Area tecnica.

Un capitolo significativo riguarda inoltre 115mila euro, ritenuti riconducibili a proventi corruttivi, che sarebbero stati trasferiti e occultati con il coinvolgimento di diversi imprenditori tra Ruvo di Puglia, Noci e Altamura. Gli investigatori hanno approfondito anche il ruolo di società che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero state utilizzate per ottenere commesse pubbliche attraverso affidamenti formalmente distinti. L’attualizzazione delle contestazioni si concentra soprattutto sulla situazione attuale degli indagati.

Alcuni funzionari continuerebbero a svolgere incarichi tecnici e compiti di responsabilità nelle procedure pubbliche, mentre diversi imprenditori manterrebbero rapporti contrattuali con l’Asl Bari. Circostanze che, secondo il pubblico ministero, renderebbero concreto il rischio di reiterazione dei reati. Diversa la valutazione per tre indagate, per le quali la Procura ritiene venute meno le esigenze cautelari legate alle funzioni precedentemente ricoperte.

La decisione finale spetterà al giudice, chiamato a valutare le richieste alla luce degli elementi raccolti e delle dichiarazioni rese durante gli interrogatori. Le contestazioni restano ipotesi accusatorie e dovranno essere verificate nel corso del procedimento. Per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.